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Delega Fiscale, la Lega diserta il Cdm. Salvini a rapporto da Draghi

| 6 Ottobre 2021 | POLITICA

Via libera del Consiglio dei ministri alla delega per la riforma fiscale, con il premier Mario Draghi che sulla riforma del catasto assicura: “Nessuno pagherà di più o di meno, le rendite restano invariate”. Ma il voto crea tensione nella maggioranza: i ministri della Lega non hanno partecipato al Cdm e Matteo Salvini, invitato da Draghi in conferenza stampa a fornire una spiegazione, replica: “Non voto la Delega fiscale perché non contiene quello che era negli accordi. I ministri della Lega non possono averla in mano alle 13.30 per una riunione alle 14. Non è l’oroscopo, non è possibile avere mezz’ora di tempo per analizzare il futuro degli italiani”. Intanto, si apprende da fonti governative, il capo delegazione Pd al governo, Andrea Orlando, ha posto in consiglio dei ministri il tema dell’assenza di ministri leghisti.

“I nostri ministri mi dicevamo che nei corridoio tutti gli altri ministri dicevano ‘avete ragione’. Poi dentro per ipocrisia si china il capo e si alza la manina – continua Salvini – Noi non chiniamo il capo quando ci sono di mezzo la casa e il risparmio degli italiani. C’è un’ipotesi di aumento di tasse che la Lega non avalla”. Poi, definendo “tutto vago” il contenuto della delega fiscale, aggiunge: “Non è una crisi di governo. C’è un governo che deve chiarire che non è il momento di aumentare le tasse. Nessuno strappo, semplicemente chiarezza. In questo momento aumentare di un euro una tassa per un italiano non va bene”.

“La riforma del catasto – prosegue Salvini – va bene quando parla di emersione degli immobili fantasma, affinché un milione di immobili inesistenti diventino esistenti, questo è corretto, ma c’è un punto che lascia trasparire un aumento, Confedilizia ha parlato di salasso, è quando per valutare un immobile si passa dai vani ai metri quadri: l’aumento medio previsto quando ci provo Renzi con un blitz del genere era del 40% a famiglia”.

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“Si può avere la sensazione che questa sua l’ultima parola sul fisco ma per fortuna o purtroppo il processo non è così semplice, prenderà molti anni. La sostanza del Cdm di oggi è stata la discussione e l’approvazione della delega fiscale – dice Draghi – Vorrei puntualizzare che la legge è una legge delega e quindi è una legge generale che poi andrà riempita da contenuti con un ulteriore momento di confronto”.

E tornando sul catasto aggiunge: “Non è una revisione del Catasto ma una riformulazione, il governo si impegna ad accatastare tutto quello che non è accatastato, terreni, abitazioni, e procede a una revisione delle rendite catastali adeguandole alle rendite di mercato. Ci sono due decisioni completamente diverse: la prima è costruire una base di informazioni adeguata, la seconda è decidere se cambiare le tasse e questa decisione oggi non l’abbiamo fatta. Ci vorranno 5 anni”.

In conferenza è intervenuto anche il ministro dell’Economia Daniele Franco, che osserva: “Il nostro sistema fiscale è stato disegnato 50 anni fa, nei primi anni ’70, dopodiché ci sono state molteplici innovazioni, ma il disegno va aggiornato. Il Parlamento nella prima parte dell’anno ha svolto un grandissimo lavoro di indagine e ricognizione, coagulato in un documento di sintesi che è il punto di partenza di questa delega”.

Per la riforma del fisco la delega fiscale stanzia 2 miliardi per il 2022, “nella preparazione della legge di bilancio vedremo nelle prossime settimane che margini ci sono per intervenire”, sottolinea Franco. “Vedremo se riusciremo ad intervenire – ribadisce – Ovvio che ogni intervento della legge bilancio sarà fatto coerentemente con principi legge delega, come anticipo delle linee indicate nella legge delega”.

“La riforma è un’opportunità verso un sistema che sia più efficiente e meno distorsivo”, dice, precisando che i pilastri della struttura fiscale come Irpef e Iva resteranno “ma verranno riconsiderati”. Uno degli obiettivi della delega fiscale, aggiunge il ministro, è il “contrasto all’evasione e all’elusione fiscale. È un problema non nuovo in Italia”.

La differenza tra gettito teorico e gettito effettivo “si stima sia di circa 100 miliardi – prosegue il titolare del Mef – Il contenimento è misura necessaria per ridurre le aliquote e avere una distribuzione del carico più favorevole alla crescita economica”. E ancora: il governo intende “ridurre il cuneo fiscale sul lavoro che in Italia è relativamente elevato, per un lavoratore di reddito medio è di 5 punti superiore a quello della media europea. Larga parte del cuneo è imputabile all’imposta sulle persone fisiche”.

Il superamento dell’Irap, dice ancora Franco, sarà “in termini graduali” e seguendo due possibili linee di intervento: assorbendolo in altre imposte o reperendo altre coperture”. Mentre per quanto riguarda l’Iva “si stabilisce l’obiettivo di razionalizzare la struttura dell’imposta, semplificare la gestione del tributo ed è volto a ridurre i livelli di evasione ed elusione”. L’evasione, ha aggiunto, è stimata in oltre 30 miliardi all’anno.

Dalla revisione dell’Irpef e dell’Ires alla razionalizzazione dell’Iva. È composta da 10 articoli la bozza di delega al governo per la revisione del sistema fiscale, ancora suscettibile di modifiche, che è approdata oggi in cabina di regia e successivamente in Cdm. Nella bozza compare anche un articolo per la modernizzazione degli strumenti di mappatura degli immobili e la revisione del catasto di fabbricati dal 2026, con regole ad hoc per immobili storico artistici.

Tra gli articoli ci sono obiettivi dedicati alla riduzione delle aliquote medie per favorire il lavoro, diminuzione delle variazioni eccessive delle aliquote marginali, il riordino di deduzioni e detrazioni per garantire più equità, la semplificazione dell’Iva per contrastare l’evasione, la razionalizzazione del numero e dei livelli delle aliquote, il graduale superamento dell’Irap.

Per l’attuazione delle delega fiscale si potranno utilizzare “2 miliardi nel 2022” e “1 miliardo” nel 2023 dal fondo per la riforma fiscale creato con l’ultima manovra, si legge nella bozza del provvedimento. Le risorse del fondo, si precisa, potranno essere integrate con le nuove entrate strutturali derivanti dalla lotta all’evasione fiscale.

TAG: CdM, delega fiscale, Lega - Salvini, Mario Draghi
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