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Arriva l’ok del CdM sulla riforma Giustizia, intesa con il M5S

| 30 Luglio 2021 | POLITICA

L’accelerata impressa dal premier Mario Draghi ha avuto esito positivo. Si è concluso con il via libera anche da parte del M5S, il Consiglio dei ministri alla proposta di mediazione sulla riforma del processo penale. L’accordo è stato unanime, secondo quanto affermato, al termine della riunione, dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà.

L’ok è arrivato, dopo una giornata di tensioni nella maggioranza, che aveva portato anche a una sospensione di oltre due ore del vertice a Palazzo Chigi. La riforma del processo penale è calendarizzata in Aula alla Camera domenica 1 agosto alle 14, con il voto delle pregiudiziali presentate da L’Alternativa c’è. Dopo le pregiudiziali si proseguirà l’esame della riforma. Mercoledì 4 agosto la capigruppo ha calendarizzato il decreto Brunetta sulla PA e a seguire il ddl sull’equo compenso di FdI.

Tempi più lunghi, fino a sei anni in appello, per i processi per delitti con aggravante mafiosa, nella fase transitoria di entrata in vigore della nuova prescrizione, fino al 2024. E’ la mediazione passata in Consiglio dei ministri. La proposta, frutto di una mediazione del Pd con il ministro Orlando, avrebbe assorbito i dubbi del M5S sull’improcedibilità per l’articolo 416 bis.1 del codice penale, sull’aggravante mafiosa. Una deroga esplicita per quei reati ci sarebbe nella fase transitoria, con la possibilità di termini fino a 5 anni a regime.

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C’è “l’impegno a ritirare tutti gli emendamenti presentati dalle forze di maggioranza con l’obiettivo di concludere nei prossimi giorni” l’approvazione della riforma, ha detto la ministra della Giustizia Marta Cartabia parlando fuori da Palazzo Chigi dopo il Cdm. “E’ una giornata importante: lunghe riflessioni per arrivare a un’approvazione all’unanimità con convinzione da parte di tutte le forze politiche. Ora c’è l’obiettivo di accelerare il più possibile per concludere se possibile prima della pausa estiva questa importantissima riforma”, ha aggiunto Cartabia.

“Abbiamo apportato degli aggiustamenti, come annunciato la scorsa settimana con Draghi, alla luce del dibattito molto vivace che si è sviluppato in queste settimane sia da parte delle forze politiche che degli operatori e degli uffici giudiziari che saranno i primi ad essere chiamati alla grande sfida di implementare una riforma così significativa e innovativa nel nostro Paese”, ha proseguito la ministra della Giustizia. “L’obiettivo – ha detto ancora – è garantire una giustizia celere, nel rispetto della ragionevole durata del processo, e allo stesso tempo garantire che nessun processo vada in fumo”.

“Non è la nostra riforma ma abbiamo contribuito a migliorarla. Abbiamo detto che non si può transigere sui processi di mafia e terrorismo e lo abbiamo ottenuto”, ha detto Giuseppe Conte ai cronisti dopo il via libera del Cdm. Defezioni M5S? “Noi siamo una grande famiglia, esamineremo nei dettagli il testo e sono fiducioso che nella discussione generale saremo compatti. Questi sono miglioramenti che omaggiano tutte le vittime della mafia”, ha aggiunto l’ex premier.

“Il Movimento 5 Stelle è a lutto per il superamento della riforma Bonafede e inventa falsità; la Lega ha chiesto che reati di mafia, per violenza sessuale e traffico di stupefacenti non andassero in fumo”. Così fonti della Lega dopo le parole di Giuseppe Conte.

“Riforma della giustizia che ci avvicina all’Europa e fa compiere grandi avanzamenti in termini di modernità ed efficacia. Cartabia ha trovato il giusto equilibrio per superare la riforma precedente senza scadere nell’impunità.”. Lo scrive sui social il segretario del Pd, Enrico Letta. “Soddisfazione per la riforma della Giustizia: come chiesto dalla Lega, non rischieranno di andare in fumo i processi per mafia, traffico di droga e violenza sessuale”, dicono il leader della Lega Matteo Salvini e la senatrice Giulia Bongiorno. “Da oggi possiamo dirlo, la riforma Bonafede non esiste più e questo è un passo avanti per l’Italia”, ha detto il leader di Iv Matteo Renzi. Per il capogruppo di Fdi alla Camera Francesco Lollobrigida è “una riforma frutto di compromessi al ribasso tra forze politiche attente solo alla poltrona non serve né al popolo né alla giustizia”.

TAG: CdM, M5S, riforma Giustizia
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