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Pandemia e Pnrr sono temi delle prossime sfide politiche di Giorgia Meloni

| 26 Giugno 2021 | POLITICA

Giorgia Meloni: elezioni a Milano e Napoli? Presto i candidati. Sul tema del Recovery Fund e dell’Europa, Meloni chiarisce: “Ho incontrato il Commissario Gentiloni per capire come l’Europa voglia andare avanti sulla base del Recovery Fund. Sono preoccupata dal ritorno del Patto di stabilità. I soldi del Recovery sono debiti contratti. Non ho condiviso il metodo del governo sul Pnrr. E’ un piano che decide le sorti dell’Italia e che vincolerà i governi del futuro: è stato approvato senza che ci fosse l’opportunità di approfondirlo. C’erano i tempi perché il Parlamento facesse una valutazione. Invece è stato approvato a scatola chiusa – spiega la leader di FdI – si tratta di un piano molto articolato, mancano elementi per fornire una visione complessiva. Serviva però un piano serio sul tema della natalità, elemento tragico economicamente e sul piano della tenuta sociale, poi ci volevano risorse per il marchio Italia. A me pare che manchi la visione, manchino le scelte fondamentali su dove andare”.

Sulla legge di Orban, definita discriminatoria nei confronti dei diritti Lgbt in Ungheria, Meloni spiega: “Mi interrogo se molti di quelli che commentano la legge di Orban l’abbiano letta. Io l’ho fatto. E’ scritta con toni che a me non piacciono, ma vieta la propaganda gender nelle scuole ungheresi da associazioni non inserite ufficialmente nel sistema educativo del Paese. Tendiamo a definire omofobia qualunque cosa”.

E sul Ddl Zan osserva: “Nella stessa scuola, quella italiana, in cui non facciamo educazione sessuale, perchè sono temi che affidiamo alle famiglie per bambini molto piccoli, è ragionevole che lo stesso discorso valga anche se si parla dell’omosessualità. La posizione del governo italiano su Orban va bene – continua la leader di FdI – ma ora mi aspetto che gli stessi Paesi firmino un documento verso quelle Nazioni in cui l’omosessualità è punita con la pena di morte: si fermino allora anche i rapporti con questi Paesi. Non si possono fare due pesi e due misure. Il collega Zan dice che l’ingerenza del Vaticano è una vergogna. Se si interviene su Orban, deve valere per tutti”.

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Da lunedì si torna a circolare senza mascherina, ma sul giudizio nei confronti del governo per la gestione della pandemia, Meloni spiega: “Non condivido molte scelte sulle libertà personali e d’impresa, non adeguatamente giustificate, come le mascherine all’aperto. Bisogna uscire dalla logica di un governo che fa cose che attengono alle libertà fondamentali, uscire dall’emergenza”.

Sulla “difficoltà” del centrodestra a trovare nomi, Meloni spiega: “Non è una questione di difficoltà, ma di serietà. Non abbiamo messo candidati di partito, siamo andati oltre. Siamo andati ad allargare il campo. Su Milano in tempi rapidi tireremo fuori una proposta competitiva, a Napoli ci sono due opzioni: Sergio Rastrelli e il giudice Catello Maresca”. E sulla proposta di un partito unico del centrodestra dice: “Ci sono più rischi che vantaggi. Credo che l’identità dei singoli partiti di centrodestra sia una ricchezza”.

Sull’ipotesi di Mario Draghi al Quirinale, Meloni conclude: “Non so giudicarlo. Un punto a favore di Draghi al Quirinale è che si andrebbe a votare subito. Un elemento che favorisce Draghi”.

Nel 1992, a 15 anni, aderisce al Fronte della Gioventù. Nel 2006, a 29 anni viene eletta alla Camera dei deputati per Alleanza Nazionale, diventando vicepresidente della Camera. Nel 2008, con l’insediamento della XVI legislatura, viene indicata a soli 31 anni come Ministro per la Gioventù del governo Berlusconi IV. Nel 2012 lascia il Popolo della Libertà per fondare insieme ad Ignazio La Russa e Guido Crosetto e altri provenienti da An e Pdl il movimento politico Fratelli d’Italia.

TAG: #pandemia, candidati, Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, Pnrr
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