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5G, lo tsunami elettromagnetico senza precedenti. Alleanza Italiana Stop 5G promuove lo sciopero della fame

| 14 Aprile 2021 | AMBIENTE

Sono senza scrupoli, non guardano in faccia a nessuno. Guai a presentare degli studi contrari o fare domande scomode, che subito si diventa complottisti. Ancora una volta viene messa da parte la salute pubblica, la salute di tutto il pianeta.

Nella Proposta di Piano nazionale di ripresa e resilienza approvata dalla IX Commissione (Trasporti, poste, telecomunicazioni) della Camera dei Deputati, i parlamentari si sono dichiarati favorevoli ad innalzare drasticamente l’elettrosmog passando dall’attuale media di 6 V/m ad un massimo di 61 V/m (valore per il campo elettrico) e da 0,1 Watt/mq ad un massimo di 10 Watt/mq (valore per la densità di potenza del campo elettromagnetico in alta frequenza), assecondando la volontà delle compagnie telefoniche, in dispregio a qualsiasi appello alla prudenza.

Se la manovra venisse infatti approvata anche dal Parlamento e/o dal Governo, su tutta Italia verrebbe ad abbattersi un vero e proprio tsunami elettromagnetico senza precedenti, aumentando l’overdose elettromagnetica di un valore arbitrario pari a ben 10 volte più alto di quello di oggi (in fisica un ordine di grandezza più alto di 110 volte), il tutto per favorire il 5G nell’installazione di milioni di nuove antenne via terra e del Wi- Fi dallo spazio.

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Ciò sconfesserebbe la minimizzazione del rischio indicata nei Report del Bioinitiative Group, dal Parlamento Europeo nella Risoluzione del 2009 e dall’Assemblea del Consiglio d’Europa con la Risoluzione n° 1815 del 2011, ovvero nelle indicazioni invero protese ad un abbassamento dei limiti di legge a 0,6 V/m nell’immediato e a 0,2 V/m sul lungo termine, ignorato pure l’acceso dibattito nella Commissione europea, dove il Panel per il futuro della scienza e della tecnologia (STOA) ha seriamente messo in discussione l’affidabilità delle obsolete politiche dettate dalla Commissione Internazionale sulla Protezione dalla Radiazioni non Ionizzanti (ICNIRP, ente privato già al centro di reiterati scandali per la vicinanza all’industria, sue le linee standard sui 61 V/m), proprio mentre è in atto la rivalutazione con priorità entro il 2024 della cancerogenesi delle radiofrequenze onde non ionizzanti annunciata dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC).

Per scongiurare l’aumento di 10 volte dei limiti italiani sulle emissioni elettromagnetiche approvate in Commissione parlamentare, Alleanza Italiana Stop 5G promuove lo sciopero della fame. Hanno già aderito cittadini, attivisti, politici, sindaci, medici e tecnici. Fino ad oggi sono state raccolte 62.000 firme.

La condizione attuale, critica ed emergenziale dell’Italia nel sistematico calpestamento di diritti costituzionali, civili e umani, impone quindi scelte nette e consapevoli in grado di risvegliare le coscienze, sensibilizzando l’opinione pubblica su un grave problema di interesse generale, volutamente sottostimato per i troppi interessi in gioco.

Da Martedì 13 Aprile 2021 e fino alla conclusione del voto parlamentare sul PNRR, per scongiurare l’aumento dei limiti italiani sulle emissioni elettromagnetiche nel rinnovo della moratoria nazionale sul 5G ispirata al principio di precauzione e di prevenzione del danno, Alleanza Italiana Stop 5G promuove una catena solidale per lo sciopero della fame, invitando i cittadini ad aderire e appoggiare questa civile forma di lotta politica e sociale, con l’obiettivo di sensibilizzare Governo Draghi, Parlamento italiano e mezzi di informazione sull’incombente pericolo, punto di non ritorno.

Lanciata nel 2019, infine Alleanza Italiana Stop 5G ha poi promosso la petizione già sottoscritta da oltre 62.000 cittadini, nella richiesta al Governo di “mantenere gli attuali valori limite di legge nella soglia d’irradiazione elettromagnetica, puntando sulla minimizzazione del rischio (….) abrogando altresì l’articolo 14 del Decreto Sviluppo “Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese” (DL n° 179 del 18/10/2012 pubblicato sulla G.U. n° del 19/10/2012), che impone una misurazione dei campi elettromagnetici su una media di 24 ore (valore arbitrario), anziché sui 6 minuti (valore basato su motivazioni biologiche)”.

TAG: 5G, onde elettromagnetiche
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