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La primavera, un antidepressivo naturale

| 24 Marzo 2021 | SALUTE

“L’uomo si allontana dalla natura, e quindi dalla felicità”. Così scriveva il nostro Giacomo Leopardi. Ansia, depressione e altri problemi di salute mentale possono essere agevolati da un po’ di tempo da trascorrere nella natura. Abbiamo smesso di respirare aria pulita e ci siamo chiusi nelle città respirando piombo, non mangiamo ciò che la natura offre ma abbiamo ereditato dalla società la stramba abitudine che il corpo ha bisogno di cibo manipolato. Stare all’aperto facendo il pieno di sole, con la luce che mano mano rende più lunghe le giornate, fa si che la stagione in cui siamo entrati, la primavera, sia un antidepressivo naturale.

La frutta e la verdura fresca di stagione, dalle fragole agli asparagi fino ai piselli, inizia a comparire sulle nostre tavole rendendole in qualche modo fresche e ‘detox’ rispetto al ‘comfort food’ invernale. È una promozione che arriva anche dalla scienza quella della primavera, la stagione che alcuni di noi vorrebbero non finisse mai. La conferma arriva da uno studio pubblicato su Progress in Neuro-Psychopharmacology and Biological Psychiatry, in molte persone la luce diurna prolungata migliora l’umore, il benessere e l’energia. La dopamina, neurotrasmettitore associato all’attenzione, alla motivazione, al piacere e all’umore buono, sembra aumentare con una maggiore esposizione alla luce solare.

Anche l’alimentazione ha un ruolo importante nella ‘gioia di primavera’: le fragole secondo alcuni studi sono utili nel migliorare l’umore, contro le rughe e la ritenzione idrica. Grazie alla loro composizione per il 92% di acqua favoriscono l’idratazione. Attivano il metabolismo e contrastano l’invecchiamento. Sono state infatti inserite tra i cibi che aiutano a rimanere giovani nella classifica ORAC (Oxygen Radical Absorbance Capacity) dell’Usda (il dipartimento dell’agricoltura statunitense).

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Tra le qualità degli asparagi, invece, c’è n’è una che può favorire il benessere nel rapporto di coppia: ne bastano infatti 350 grammi insieme a 15 grammi di zenzero a settimana e a 30 grammi di mandorle al giorno, per creare una perfetta ricetta. A confermarlo, nel 2015, sono stati alcuni urologi, ginecologi e sessuologi della societa’ italiana di urologia (SIU) e dell’associazione ostetrici e ginecologi ospedalieri italiani (Aogoi) che si sono confrontati a Expo.

Non dimentichiamo, che se la pelle è esposta alla luce del sole, il corpo produce vitamina D, fondamentale per la salute delle ossa, per la produzione di cellule del sangue, per il corretto funzionamento del sistema immunitario e per l’assorbimento di minerali come calcio e fosforo.

Una recentissima  ricerca francese aveva suggerito che la terapia con colecalciferolo, assunta nei mesi precedenti il contagio, potesse favorire un decorso meno critico in pazienti anziani fragili affetti da Covid-19. Lo studio mostra come la somministrazione di vitamina D in soggetti affetti da Covid-19 con comorbidità abbia potenziali effetti positivi sul decorso della malattia.

TAG: primavera, vitamina D
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