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Tecnocrazia o Governo ad ampio respiro democratico e riformista?

| 1 Marzo 2021 | POLITICA

Tecnocrazia, cos’è? Tutto sembra così facile da gestire in questa Italia che non riesce a trovare una stabilità politica e duratura nel tempo. La Rivoluzione del Movimento 5 Stelle, pare non abbia dato quei risultati relativi alla continuità politica che doveva avere con Giuseppe Conte.

L’alleanza con il Partito Democratico, non ha dato gli esiti previsti e l’esperto in numerologia, di Italia Nuova Matteo Renzi ha dato il ben servito al governo, spianando la strada all’euro economista Mario Draghi, l’uomo che dovrebbe pilotare l’Italia a nuove elezioni, oppure verso un processo politico, stabile, duraturo ed efficiente (su quest’ultima ipotesi avanzano molti dubbi) per l’Italia e gli italiani.

Allo stato attuale, il leader della Lega Matteo Salvini tutto ad un tratto è diventato “Europeista“, mentre Giorgia Meloni leader di Fratelli d’Italia, sulle orme strategiche di George Patton pare stia elaborando nuove battaglie politiche in parlamento,e anche sui social, per aumentare il suo ego, ma anche per convincere gli italiani a scegliere bene per le sorti della martoriata Italia.

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Ma cosa rimane della Classe Politica italiana contemporanea? Già, chiediamo scusa, perché ci eravamo dimenticati di LEU(non abbiamo capito liberi da chi e uguali a cosa?), ma anche di Beppe Grillo che se ne va in giro con il casco da astronauta,(sarà un modo per suggerire nuovi accessori in vista del nuovo Dpcm per un nuovo probabile Lock Down?O forse teme di essere contagiato dal Virus della Tecnocrazia), driblando i giornalisti e continuando con le sue performance che lo contraddistinguono da sempre. Abbiamo visto e rivisto le altalenanti conferenze stampa del “Guru” del riformismo, sociale, economico e politico, Zingaretti, peccato che oltre alla recessione economica, siamo sull’orlo del disastro economico.

Chiediamo nuovamente scusa, ci eravamo dimenticati di Forza Italia e del Cavaliere, l’uomo del giorno dopo e indiscusso leader, bravissimo a, suggerire la nomina dei sottosegretari al nuovo Presidente del consiglio dei ministri Mario Draghi, nel frattempo gli italiani si ritrovano alle prese con imminenti misure restrittive e il rischio totale di chiusura delle attività nel settore della ristorazione e del turismo.

In ultima analisi, il quadro politico sembra quello di una classe politica, attenta alle nomine e molto incline a lanciare un progetto chiaro e condiviso , legato alla Tecnocrazia” , il gigantesco spremi agrumi che arriva subito dopo una crisi di Governo, magistralmente innescata dall’uomo del giorno prima”. 

Italia protagonista in Europa, con il Recovery Fund e la missione portata a termine da Giuseppe Conte, ma protagonista anche nell’indifferenza dei premier europei, in merito ai fondi da stanziare per il bel paese. Sarà il caso di dire che l’olandese Rutte aveva visto bene, era stato attento osservatore, mettendo il veto sui fondi da destinare in Italia.

Per la serie, mai una gioia o se c’è, dura poco. Il salvataggio delle grandi realtà bancarie, unitamente sommato agli interessi lobbistici, gravanti sulle spalle di milioni di risparmiatori italiani è stato il biglietto da visita che in Europa non ci ha semplicemente ridicolizzati, ma ha messo a rischio il Connettoma Socio Economico, la linfa vitale di qualsiasi stato nazione che abbia a modello gli indissolubili principi democratici.

Analisi? Di che tipo? Il Leviatano Italia, sembra più concepito da HP Lovecraft, che da Hobbes, i migliori complottisti, i più arditi cospirazionisti deporrebbero le armi di fronte alla Babilonia Politica Italiana. Nel frattempo, la Democrazia, lascia spazio alla Tecnocrazia semiosteggiata dal colpo di genio dei penta stellati che puntano sull’ex Giuseppe Conte per il futuro politico. Intanto le manovre “Renzusconi“, continuano, mentre l’ago della Bilancia Politica oscilla tra Europeisti e Sovranisti, Populisti e Riformisti con l’opinione pubblica ridotta a brandelli e manipolata da una classe politica, quella italiana, senza un chiaro progetto politico, se non quello di assegnare le poltrone.

TAG: Giuseppe Conte, Governo Draghi, Recovery Fund
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