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Diritto di Cronaca, serve incontro urgente del sindacato giornalisti con Questore e Comandante Carabinieri di Milano

| 1 Marzo 2021 | IL FORMAT

Lettera aperta al Presidente Alg e a tutti i giornalisti lombardi

Caro presidente Paolo Perucchini, care colleghe e cari colleghi, il problema sottolineato dal presidente del Gruppo Cronisti Lombardi (di seguito, la sua lettera alla Questura di Milano e al Comando provinciale dei Carabinieri che idealmente sottoscriviamo) rappresenta, a nostro avviso, un grave vulnus nei confronti della libertà d’informazione: un tema che, ai sensi dell’articolo 21 della Costituzione, non riguarda solo noi giornalisti ma tutti i cittadini.

Riteniamo perciò necessaria e urgente una richiesta d’incontro, da parte del sindacato dei giornalisti, col Questore di Milano e col Comandante provinciale dei Carabinieri del capoluogo lombardo: come consiglieri del direttivo dell’Associazione Lombarda Giornalisti ci dichiariamo disponibili ad appoggiare ogni iniziativa per la difesa del diritto di cronaca.

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Domenico Affinito (vicepresidente Alg)
Giuseppe Alberti (direttivo Alg)
Angelo Baiguini (giunta esecutiva Alg)
Francesco Caroprese (direttivo Alg)
Simona Coppa (direttivo Alg)
Giuseppe Gallizzi (direttivo Alg)
Alan Patarga (direttivo Alg)
Pietro Paolo Poidimani (direttivo Alg)

 

MILANO PRESS REPORT – DIRITTO DI CRONACA!
a:                                AREU – 118
QUESTURA DI MILANO
COMANDO PROVINCIALE DEI CARABINIERI DI MILANO
ASSOCIAZIONE LOMBARDA DEI GIORNALISTI

Alla c.a. del Dott. Mare, della Dott.ssa Lomartire e del T.Col. Miulli

Buongiorno,

Vi scrivo in qualità di presidente del Gruppo Cronisti Lombardi per rappresentarvi un problema che riguarda la divulgazione di notizie di cronaca da parte del 118. In ripetute occasioni, infatti, gli addetti dell’Areu che normalmente relazionano alla Stampa gli interventi quotidiani delle ambulanze, ci hanno negato ogni informazione adducendo di
essere stati ‘bloccati’ dalle forze dell’ordine, carabinieri e polizia. Ultimo caso, proprio stamani, in occasione del 45enne ucciso da un agente durante un’aggressione.

Ricordo che la libertà di stampa è sancita dalla Costituzione, senza contare che sembra davvero anche poco opportuno che una istituzione, per quanto organo di polizia giudiziaria, interdica la possibilità di un’altra (La Regione Lombardia) di relazionare sul suo operato. Premesso che la delega sulle attività suddette è del magistrato titolare dell’eventuale inchiesta, non della Squadra Mobile o del Nucleo Investigativo, come giornalisti riteniamo inaccettabile il tentativo di censurare la stampa, perché questo rischia di essere il prodotto finale di tali diktat. Corretto, ovviamente, intimare al 118 o a qualunque altro organo di non divulgare particolari sulla ricostruzione della dinamica, che infatti noi cronisti non prendiamo dai soccorritori, ma dagli organi di polizia. Scorretto, invece, dire loro di non parlare con la Stampa e di girare i giornalisti alle c.o. di PS e CC, che poi non dicono nulla. Gli uffici stampa intervengono, ma con troppo ritardo, rendendo impossibile, di fatto, una divulgazione corretta, pluralistica e tempestiva della prima notizia.

Certi della Vs. sensibilità in materia, come peraltro è sempre stato in passato, Vi ringraziamo per l’attenzione e porgiamo Cordiali Saluti

Fabrizio Cassinelli

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