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Rocco Casalino: “Conte in campo? Meglio leader di partito”

| 19 Febbraio 2021 | POLITICA

L’ex portavoce di Palazzo Chigi si sofferma sul futuro dell’ex premier e del M5S. E sul discorso programmatico del nuovo presidente del Consiglio dice: “È mancata un pò di empatia, era un pò d’élite”.

“Conte federatore? Se deve scendere in campo secondo me dovrebbe farlo come leader di partito non come leader di una coalizione”. A dirlo è l’ex portavoce di Giuseppe Conte, Rocco Casalino, a “L’intervista” di Maria Latella su Sky TG24. “Io so che ruoli che si assumono senza sporcarsi le mani, senza fare campagna elettorale sul campo” non danno un riferimento “alla platea dell’astensione che ha bisogno di immagini”, aggiunge Casalino, che si dice convinto che “sette-otto punti non li recuperi come federatore”.

Sul futuro del Movimento 5 Stelle, invece, Casalino afferma: “Secondo me si riprenderà, i valori, come quello dell’ambiente sono rimasti gli stessi. Certo l’appoggio a Draghi ha avuto un costo molto alto. Dopodiché, noi in 3 anni abbiamo fatto moltissimo: forse non abbiamo aperto la scatoletta di tonno, ma l’abbiamo spaccata sì”. L’ex portavoce di Palazzo Chigi ha poi commentato il discorso programmatico del premier Mario Draghi in Senato in occasione del voto di fiducia: “Se devo essere sincero”, ha detto, “manca un po’ di empatia secondo me” e “il discorso era “un po’ d’élite”.

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Per quanto riguarda il suo futuro, alla domanda se, come altri portavoce prima di lui, potrebbe mai candidarsi, Casalino risponde: “Sono molto schietto: credo di aver servito lo Stato, ho imparato tante cose. Il flusso naturale sì, potrebbe essere in Parlamento. “Ho ricevuto diverse proposte ma lo vedo ancora nel mondo della politica”. Ma sulla candidatura, dice “ho un po’ il panico, soffro il giudizio. Già in passato avevo pensato a candidatura ma poi ho sempre rinunciato, forse per paura del giudizio degli elettori”.

Casalino ammette anche la sua amarezza per gli attacchi subiti dai media. E a Latella, che gli contesta di aver ignorato molto spesso le chiamate dei cronisti e di avere avuto un suo inner circle, risponde: “Io ricevevo anche 800 sms al giorno, alle due di notte, ma anche alle 4 di mattina. Un flusso di informazioni infinito”. Sulla sua presunta arroganza, “io gioco – assicura – non avevo in realtà questa arroganza, usarla è anche un modo per difendermi dai pregiudizi, contro di me c’era un certo snobismo. Anche quando è girata la voce di un mio libro, spesso commentavano: ‘ma perché Casalino fa un libro???'”.

“Forse l’unico problema – dice poi incalzato sul suo ruolo da portavoce – è che mi sono fidato, alcuni giornalisti li conoscevo da 5-6 anni, li trattavo con confidenza, con scherzo, a volte con leggerezza. Quando sono arrivato a P. Chigi erano gli stessi giornalisti, per me degli amici. L’errore più grande è stato quello di non rendermi conto che non potevo mandare audio con leggerezza ad esempio, perché tutto veniva usato contro di me o contro il presidente”.

L’ex portavoce di Palazzo Chigi ha risposto anche a una domanda sulla Lega e Matteo Salvini: hanno fatto – afferma – “tante capriole, faccio fatica a capire alcune posizioni, anche su Draghi. Credo che tutti facciano attenzione ai sondaggi, dicono che non contano ma appena il trend scende inizia il panico” e “quando accade tutti iniziano ad agitarsi. Può darsi che Salvini possa provare a spingere su alcuni temi, come ha fatto con noi. Lui è una macchina di consensi, tanto di cappello su questo. Gira, è molto sensibile al senso comune”.

TAG: Giuseppe Conte, Governo Draghi, M5S, Rocco Casalino
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