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Crisi di Governo: Mastella e Cesa si ritirano, Conte rilancia

| 17 Gennaio 2021 | POLITICA

Il presidente del Consiglio prepara le comunicazioni al Parlamento di lunedì e martedì, mentre fervono le consultazioni per ottenere i numeri decisivi per Palazzo Madama. Renzi conferma la possibile astensione di Italia Viva e dice: maggioranza al Senato a 150-152. Pd: prezzo crisi immenso, in Aula si assuma responsabilità. M5s: compatti col premier, mai più con Iv. Mastella: mi tiro fuori, prevedo rientro renziani. Cesa: Udc col centrodestra

Il “no” dell’Udc all’operazione costruttori apre quella che, per tutta la maggioranza, è la giornata della paura. Paura dei numeri al Senato, innanzitutto. Numeri che viaggiano attorno a quota 154, lontano quindi da quella maggioranza assoluta che permetterebbe al premier Giuseppe Conte di uscire da Palazzo Madama più forte di prima.

E sono dubbi che si respirano anche nelle stanze di Palazzo Chigi senza però, almeno al momento, indurre il presidente del Consiglio a cambiare strategia. E l’obiettivo è quello di avere un voto in più e spostare più avanti la costruzione di una maggioranza solida.

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Certo anche a Palazzo Chigi – dove si lavora alacremente al discorso da fare in Aula – sanno che arrivare a quota 161 al Senato sarebbe preferibile ma, vista la difficoltà a formare il gruppo dei costruttori, alla fine si accontenteranno anche di una maggioranza relativa.

In una nota, il Pd ribadisce la sua preoccupazione: “Il prezzo della crisi è immenso, in Aula tutti dovranno assumersi le proprie responsabilità per salvaguardare gli interessi del Paese”. La caccia ai responsabili, insomma, è tutt’altro che finita. Anche se, per ora, non miete troppi consensi.

Lo sfilamento dell’Udc che in una nota dice “no ai giochi di palazzo” è frutto, anche, del pressing di Lega-Fdi-FI. Intanto Matteo Renzi prova a serrare ranghi: “Al Senato i 18 senatori saranno decisivi visto che la maggioranza al momento è tra 150 e 152”, sottolinea.

L’ex segretario del Pd Bersani: “Chiederò di fare brevi lezioni di renzismo. In politica il narcisismo è un bel difetto. C’è chi proroga un’emergenza e poi mette un governo in normale amministrazione, è inconcepibile”.

TAG: Crisi di governo, Giuseppe Conte, Matteo Renzi
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