martedì, Ottobre 20, 2020
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Conte: “Quota 100 è un progetto triennale, non sarà rinnovato”

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Quota 100 è un progetto triennale di riforma che veniva a supplire a un disagio sociale. Non è all’ordine del giorno il rinnovo di quota 100″. Lo afferma il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ospite al festival dell’Economia di Trento.

“tra le riforme che ci aspettano possiamo anche lavorare su quella delle pensioni – ha poi aggiunto -. Dobbiamo metterci attorno a un tavolo: ad esempio fare una lista dei lavori usuranti mi sembra la prospettiva migliore. Un professore universitario vorrebbe lavorare a settant’anni, mentre in tanti lavori usuranti non possiamo prospettare una vita lavorativa così lunga. Dobbiamo avere il coraggio di differenziare”.

Sul tema, immediata è arrivata le replica di Matteo Salvini: “Vogliono tornare alla Legge Fornero!? La Lega non glielo permetterà, promesso. Non si scherza con i sacrifici di milioni di lavoratrici e lavoratori italiani”.

“Meno male che avevamo una misura di protezione sociale come il reddito di cittadinanza cui abbiamo aggiunto il reddito di emergenza – ha dichiarato Conte -. Certo si possono sempre migliorare in fase di attuazione. In due anni calare una misura così complessa in un tessuto sociale che presenta criticità strutturali, non è affatto semplice”.

“Il progetto di inserimento nel mondo del lavoro collegato al reddito di cittadinanza ci vede ancora indietro – ammette -. Ho già avuto due incontri con i ministri competenti: dobbiamo completare quest’altro polo e dobbiamo riorganizzare anche una sorta di network per offrire un processo di formazione e riqualificazione ai lavoratori. Dobbiamo cercare di costruire un percorso coordinato. Spero che nei primi mesi del 2021 potremo presentare l’altro progetto, quello che incrocia l’attuazione del reddito di cittadinanza con l’inserimento nel mondo del lavoro”.

Per quanto riguarda le modifiche dei decreti sicurezza di Salvini, il premier spiega che “prima dell’estate è già stato fatto un lavoro intenso. Vogliamo allargare il meccanismo di sicurezza e protezione per i cittadini e per i migranti stessi, che arrivano spesso in condizioni di fortuna. È un progetto molto più ampio – assicura Conte – che cercheremo di integrare nelle modifiche che al primo Consiglio dei ministri utile cercheremo di portare. Ci stiamo lavorando adesso sul piano tecnico”.

Sulla proposta della Commissione europea per modificare le norme comunitarie in tema di immigrazione, Conte puntualizza: “Nessuno può pensare che la gestione dei flussi migratori, un fenomeno così complesso e da gestire con approccio multilivello, possa essere risolto da un mese all’altro. È un percorso che stiamo facendo e che già ha segnato una prima tappa nell’estate 2018 quando maturò la consapevolezza che Dublino dovesse essere superato. La proposta della Commissione europea – ha proseguito – è un passaggio non trascurabile ma sicuramente non è l’approdo di una politica europea efficace di gestione dei flussi migratori” che deve basarsi sul “principio di solidarietà”. “Per chi si sottrae agli adempimenti dovrà esserci un meccanismo penalizzante”, ha poi risposto a una domanda su eventuali multe a chi non accoglie.

“Standard & Poor ha fatto le stime di calo del Pil più ottimistiche di quelle che abbiamo noi attualmente: danno 8,9%”, ha sottolineato il premier parlando delle prospettive economiche del Paese.

“L’Istat ci dà un indice di fiducia che sta salendo. Abbiamo dati molto positivi ma l’Italia non potrà mai avere un rimbalzo molto significativo se gli altri Paesi europei si troveranno nei guai. Non si cresce da soli”.

Conte parla anche del cosiddetto bonus cashback per ridurre l’uso del contante: “Dobbiamo operare per incrementare tutte le operazioni digitali anche perché se non tocchiamo il denaro c’è meno occasione di contagio – afferma -. Abbiamo già la fatturazione elettronica: il primo gennaio partono gli scontrini elettronici, per tutte le società e imprese, anche con fatturato al di sotto dei 400mila euro. Dal primo dicembre passeremo a incentivi con il “cashback” perché ci sia un mutamento di abitudini degli italiani e così contrastiamo anche il sommerso, creando le premesse per pagare meno tasse”.

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