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Di Maio su Referendum: “Taglio dei 345 parlamentari e governo più efficiente con il Sì”

| 11 Settembre 2020 | POLITICA

L’inarrestabile marcia di colui che porta avanti un progetto politico e di livello, così sembra per il Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio, forte sostenitore della campagna referendaria che dovrebbe portare il popolo alla scelta definitiva sul taglio dei 345 parlamentari.

Il Tour de force del Ministro Di Maio è quella netta convinzione portata avanti dal Movimento Cinquestelle di ridurre nettamente e categoricamente il numero dei parlamentari.

La proposta votata lo scorso Ottobre da tutte le forze politiche in parlamento prevede il taglio dei parlamentari, la riduzione delle spese e un allineamento con le moderne democrazie europee.

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La parola chiave è normalità quindi, normalizzazione e assetto politico diverso da quello che si è visto in tanti anni di Repubblica dagli arbori, quando i padri costituenti diedero il via alla Prima Repubblica e ne sancirono definitivamente l’inizio verso il roseo cammino dal boom economico, fino all’era dei “Dinosauri Politici” apparsi nell’emporio della Democrazia Cristiana e di Forza Italia.

Tanta storia, tanti uomini, tanti fatti, episodi, inchieste e tanta vita politica italiana che ha segnato decisamente il passo a quegli step evolutivi della stessa politica che ha prodotto il Movimento delle Sardine, Casa Pound, Forza Nuova e quel deleterio e abulico Partito Democratico che negli ultimi anni ha trascurato i Dogmi della Sinistra” per puntare su alleanze strategiche in modo da garantire equilibri e poltrone.

Sì, l’Italia contemporanea ha prodotto questa politica e questa classe politica. Il taglio dei parlamentari divide ancora non solo l’opinione pubblica, ma anche le forze politiche stesse a cominciare da Italia Viva che paventa la libertà di voto e si allinea quasi alle affermazioni del Cavaliere: “Proposta Demagogica, che deve essere configurata con una riforma organica della Costituzione”.

Il Capo Gruppo alla camera Maria Stella Gelmini, si schiera per il sì, quest’ultima sarebbe “l’Originale Prodotto” della classe politica contemporanea, e non solo.

Matteo Salvini, fa scena quando viene strattonato e cala l’ancora in quella baia dove la Logica Populista, prende il sopravvento. La Lega sembra dare libertà di voto, ma non fa chiarezza, in quanto impegnata nell’erigere barriere contro i diversi che arrivano sulle nostre coste.

Nel frattempo, il leader leghista, chiede che questa riforma sia accompagnata da altre riforme. In sostanza si scopre, che l’Italia ha sete di riforme, ma non riforme radicali, non una netta revisione della carta costituzionale, ma riforme paventate solo ed esclusivamente da una classe politica contemporanea che probabilmente non ricorda nemmeno, la nascita della Repubblica Italiana, se non sui libri di storia.

Referendum

Per il resto pare che sangue, sudore e lacrime, non siano mai esistite. Italia Riformista, solo davanti alle emittenti televisive e alla radio? Solo sui principali quotidiani nazionali?

Nel frattempo, il tour di Luigi Di Maio, continua nel Sud italia, Centro Italia con il fine ultimo di spiegare ai cittadini che c’è bisogno di normalità. “Lo scorso Ottobre, tutte le forze politiche hanno votato per il taglio dei 345 parlamentari. Il 20 e il 21 Settembre, andremo ad esprimere il nostro voto, su una riforma proposta dal Movimento Cinque Stelle e sostenuta da tutto l’arco parlamentare. Finalmente – afferma Di Maio dalla pagina social- abbiamo l’opportunità di prenderci la nostra rivincita con il passato, riallineeremo l’Italia ai parametri delle moderne democrazie occidentali e per la prima volta potremmo tornare ad essere un esempio. Oggi abbiamo consigli regionali, consigli comunali, comunità montane, le istituzioni Ue. Insomma, il cittadino è rappresentato a tutti i livelli. E con questa riforma continuerà ad esserlo, con maggiori responsabilità per i nuovi eletti che siederanno alla Camera o al Senato.La parola chiave deve essere normalità.È un’opportunità da cogliere per cominciare a costruire un Paese migliore”.

Le affermazioni di Di Maio dalla pagina social, si allineano perfettamente con il pensiero della stragrande maggioranza dei cittadini italiani, dove si è sempre pensato che in parlamento sono in troppi, dove tra l’altro qualcuno ha sempre documentato e scritto i privilegi della Casta.

La campagna referendaria entra nel vivo, l’Italia non si divide, ma sembra orientata verso il Sì”. Il Marchingegno Politico entra nel vivo, manca solo il Dottor Stran’amore per fare un’attenta analisi post referendaria, per capire cosa succederà quando si arriverà al Sì, e cosa succederà, quando si arriverà al No. Ci giochiamo tutto sull’indice probabilistico? Oppure aspettiamo il verdetto degli italiani?

In questo modo, vedremo se veramente, gli italiani seguiranno la logica populista o ascolteranno i proclami forzisti, piddini e in ultima analisi quelli di Fratelli d’Italia, con Giorgia Meloni,schierata per il si ed  ultimo baluardo e strenuo difensore di un Populismo Moderno e a tutela dei liberi ed eguali cittadini.

Resta comunque l’incognita su altri fronti, come il Mes e il Recovery Fund, serve un ulteriore iniezione di denaro pubblico a sostegno delle infrastrutture e dei sistemi di vitale importanza per il tessuto sociale.

Il Premier Conte è chiamato per l’ennesima volta alla politica fatta con Etica della Responsabilità”. L’Italia che si interroga sul taglio dei parlamentari, è quell’Italia che ha mandato in parlamento il Movimento Cinque Stelle, il Partito Democratico, Forza Italia e tutti i partiti protagonisti di quella frammentazione politica e partitica autrice di Riforme e Referendum Salva Poltrone.

La Classe Politica Contemporanea è protagonista solo di aver creato il cortometraggio politico di questa Italia, Cenerentola d’Europa e di non aver capito che in chiave riforme, bisogna intervenire su un ampio programma di riforme costituzionali, in maniera radicale e univoca.

Il taglio dei parlamentari deve avere un salvacondotto costituzionale e deve essere sancito dalla Carta Costituzionale, accompagnato da un ingente taglio delle spese di mantenimento per la macchina politico amministrativa. Per far questo occorre una nuova campagna referendaria?

TAG: Lega, Luigi Di Maio, M5S, PD, referendum, Taglio Parlamentari
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