Regionali: Zingaretti, alleanze con M5S? Proviamoci

Orlando: "Pd cambia ma non a velocità necessaria"

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“Confermo che decidono le Regioni, però un’alleanza che governa l’Italia, o che ha l’ambizione di segnare la prossima elezione del presidente della Repubblica, dovrebbe almeno provare a unirsi nelle Regioni, anche perché la destra ha scelto spesso candidature del passato, si è unita riproponendo figure già bocciate dagli elettori. Quindi si può vincere e, lì dove è possibile, almeno proviamo a fare insieme un passo avanti per salvare questo Paese”. Così il leader del Pd Nicola Zingaretti rispondendo a una domanda sulle alleanze elettorali con il M5S, a margine della Conferenza delle donne democratiche a Roma.

“Il fatto di fare un’alleanza con il Movimento 5 stelle è stata una scelta obbligata ma con dei rischi. Il nostro partito sta cambiando, ma non con la velocità necessaria. Se fossimo innovativi potremmo mettere in tensione i nostri partner. Le difficoltà si combattono con il partito in campo”. Lo ha detto il vice segretario del Pd Andrea Orlando intervenendo in videoconferenza alla Festa Democratica provinciale di Vibo Valentia.

“Il tema è avere una classe dirigente, avere un Paese e una comunità che, assunta la consapevolezza, fa ora un passo in avanti – ha spiegato Zingaretti nel suo intervento alla Conferenza delle donne democratiche -, costruisce ed entra nel merito delle scelte. Nella tragedia che abbiamo vissuto, noi a volte siamo troppo timidi in un Paese che ha bisogno di lavoro, sviluppo, crescita”.

“Noi dovremmo essere netti e radicali sulle proposte della nuova Italia”, ha detto ancora Zingaretti. “Nei prossimi mesi e settimane avremo davanti delle immense sfide – ha ricordato – il tema del nuovo sistema sanitario, della parità salariale degli ammortizzatori sociali, le forme contrattuali, i modelli produttivi, gli orari di vita e del lavoro delle donne, i consumi. Queste scelte come verranno fatte? Ecco perché servono le donne nei luoghi di potere dove si decide e non dove si chiede di sottoscrivere una ricetta, ma si partecipa mettendo radicalità. Altrimenti non ce la facciamo, non saremo credibili”.

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