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L’integrated crop management traina i prodotti bio

| 3 Giugno 2020 | AMBIENTE

L’integrated crop management traina i prodotti bio. Discontinuando l’allocazione di risorse che era stata necessaria fino al 2019 per la creazione di nuove molecole, e dando priorità fin da oggi alla crescita commerciale dei prodotti biologici e rameici, cui si aggiungono le molecole già in portafoglio, si consolida per Isagro l’obiettivo di valorizzare il concetto di “integrated crop management”. Una Isagro che, assolutamente adeguata in termini dimensionali al settore delle bio-solutions dove ha scelto di operare da oggi in poi, è in grado di apportare la propria cultura di ricerca e sviluppo, e la propria esperienza registrativa, in un mercato che sarà progressivamente sempre più regolamentato. L’abbandono della strategia di creazione di nuove molecole organiche ha reso possibile il compimento di un ciclo: la vendita dell’ultimo prodotto, creato in collaborazione al 50% con una grande società americana. Questo ha permesso di ricavare in questi giorni l’importante valore di circa 55 milioni di euro: al completamento dell’operazione si sarà creata una plusvalenza di 30 milioni di euro.
Anche durante la STAR Conference di fine maggio 2020, organizzata da Borsa Italiana, Giorgio Basile, Presidente e CEO di Isagro SpA, ha sottolineato quanto la nuova strategia aziendale, pur in un contesto drammatico per il “business” in generale in Italia e nel mondo, stia dimostrando la sua efficacia nel comparto agroalimentare, cui Isagro appartiene. Comparto caratterizzato da una domanda sostanzialmente “anelastica”, il che può essere di spunto agli investitori per dare valore alla preferenza per questo tipo di scelta finanziaria.
In particolare va ricordata a investitori e risparmiatori la presenza sul mercato borsistico delle “Isagro Sviluppo”, azioni espressamente create per tutelare l’interesse dei privati. Non si tratta di semplici azioni privilegiate, presenti anche in altre società quotate, ma di veri e propri elementi di difesa del risparmio. A fronte della mancanza di diritto di voto (in pratica inutile, vista proprio la struttura azionaria di Isagro, la cui maggioranza è saldamente in mano al gruppo di controllo) le Sviluppo fruiscono di un extra-dividendo (+20%) rispetto alle azioni ordinarie in caso di distribuzione degli utili. Ma non basta: le Sviluppo si convertono automaticamente in Azioni Ordinarie, nel rapporto 1:1, in caso di perdita del controllo e in caso di OPA obbligatoria.
Anche se la prudenza da usare in questi casi non permette di proiettare necessariamente all’intero anno il successo di fatturato raggiunto nei primi mesi del 2020, è giusto supporre che la svolta avvenuta nella strategia stia già dando i suoi frutti.
La crescita, anche per linee esterne, proseguirà nel solco tracciato negli anni, ben riassunto dal concetto di “creatività italiana” che ha sempre caratterizzato la società. Insomma, già i primi mesi del 2020 dimostrano che il nuovo modello di business non era solo un’intenzione: è già definito e in essere.
Isagro SpA è una multinazionale italiana che, pur con dimensioni ridotte rispetto ai grandi player mondiali, ha presenza storica e di successo consolidata attraverso la ricerca e sviluppo e con una presenza globale che rafforza il proprio sviluppo strategico nel comparto dei prodotti di origine biologica e rameica.

TAG: isagro
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