Psicologia di una fake news: il caso Panzironi

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L’autorità per le comunicazioni sospende per sei mesi l’attività dei canali 880 Sat e 61 del digitale terrestre.

Facenti capo rispettivamente alle società Italian Broadcasting S.r.l e Mediacom S.r.l, su di essi andavano in onda il format ” Il cerca salute” e lo speciale “Quello che non vi hanno detto sul Coronavirus” di Adriano Panzironi.

Noto all’universo mediatico per “la dieta della longevità”, meglio conosciuta come Life 120, nei suoi programmi il giornalista paventava miracolose guarigioni.

Non fanno eccezione le trasmissioni suddette, nelle quali si commercializzavano proprio i prodotti della Life 120, in massima parte integratori, facendo leva sulla “suggestionabilità dello spettatore medio”; come si legge nel comunicato dell’Agcom.

A indignare l’uso strumentale fatto da Panzironi dell’epidemia in corso.

Il Coronavirus è stata, con tutta probabilità, l’occasione per giocare ancora una volta con le debolezze e le paure recondite delle persone gonfiando le proprie tasche.

Il “maestro” non è infatti estraneo all’uso di questi subdoli meccanismi:

prima che insorgesse l’epidemia, i suoi dettami riuscivano, ahimè, ad attrarre un quantitativo considerevole di persone.

Una folla adorante che ha permesso all’ideologo di dar vita ad un castello di falsità cristallizzato in due aziende dai lauti introiti: la Life 120 e la Welcome Time Elevator.

La vicenda di Panzironi ci permette però effettuare alcune importanti considerazioni di ordine generale.

Cosa spinge tante persone a radunarsi intorno un’unica figura?

E’ davvero possibile che nessuno si sia accorto della falsità delle notizie veicolate?

Autorità carismatica e 

La figura di Panzironi è altamente carismatica.

Di weberiana memoria una persona carismatica viene dagli altri percepita come straordinaria. Questo “speciale status” lo pone ai vertici della gerarchia sociale, determinando un tipo di leadership definita per l’appunto carismatica.

Le persone fiduciose nelle parole e nell’operato del loro leader ne sono affascinate e, in un certo qual modo, religiosamente devote.

Per quel che riguarda invece la miracolosità delle cure un ruolo primario è giocato dall’emotività.

E’ risaputo che in situazioni incerte, rischiose o altamente impattanti come la morte o la malattia, qualsiasi cosa possa in qualche modo ristabilire l’equilibrio perduto è ben accetta nel sistema di valori e credenze individuali.

Se poi questo qualcosa ci viene offerto da una persona che stimiamo e di cui ci fidiamo il gioco è fatto.

veridicità delle informazioni. 

Veniamo ora alla seconda domanda: è davvero possibile che nessuno si sia accorto dell’inesattezza delle informazioni veicolate da Panzironi?

Partendo dal presupposto che smentire una falsa notizia non è affatto semplice, l’estrema ampiezza e diversificazione del pubblico a cui è rivolta complicano le carte in tavola.

I mass media ci consegnano a “portata di click” delle potenzialità enormi: numerosissime informazioni, di ogni tipo, sempre aggiornate e diversificate.

Ora se non usata bene quest’incredibile risorsa può ritorcersi contro: una notizia scomoda può infatti fare il giro del mondo in pochissime ore, dopo di che è difficile tornare indietro.

La pervasività dell’informazione odierna mette a dura prova la nostra capacità di discernimento.

E’ impossibile infatti prestare attenzione a tutto.

Tant’è che ognuno di noi, in modo più o meno consapevole, seleziona, secondo personalissimi criteri, le notizie che maggiormente lo interessano.

In un tale soggettivismo informativo entra in gioco anche l’analfabetismo funzionale.

Espressione che designa l’incapacità di usare efficacemente le abilità di scrittura e lettura, nella quotidianità esso si traduce in difficoltà di comprensione ed uso corretto delle informazioni.

Soggettività ed analfabetismo funzionale, un’accoppiata non sempre vincente.

Psicologia di una fake news

Iniziamo dal principio.

Da sempre oggetto della psicologia sociale, alla costruzione di un’opinione compartecipano diversi fattori.

In primo luogo una notizia viene giudicata sulla base delle proprie opinioni che sono il frutto dell’educazione, delle esperienze vissute e dell’ambiente circostante.

In secondo luogo il sistema così costituito necessita di un certo grado di approvazione.

Dove la ricerchiamo? nei nostri affetti, familiari ed amici in testa.

Solitamente quest’ultimi condividono modi di pensare ad agire a noi affini, per cui è difficile che si discostino radicalmente dal modello da noi proposto.

Abbiamo così a che fare con un sistema di conferma e polarizzazione, binomio non sempre virtuoso.

La rete, che rispecchia ed amplifica l’immaginario collettivo ed i suoi processi, mostra proprio come pregiudizi di conferma e polarizzazione ostacolino l’individuazione prima e l’eventuale smentita o correzione poi di una fake news.

Tuttavia la consapevolezza dei meccanismi psicologici alla base di una fake news non ci rende immuni dalla viziosità del processo ma senz’altro ci mette in guarda dal pericolo della sua virilità.

Paragone estremamente calzante in questo periodo.

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