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Non controllare il colesterolo causa 46mila morti l’anno

| 14 Dicembre 2019 | SALUTE

Come sempre tutto parte da una sana alimentazione e da una vita equilibrata. Quasi una persona su cinque, che in Italia nel 2017 è morta per malattie cardiovascolari ha avuto cause imputabili al mancato controllo del colesterolo. Un totale di poco meno di 50mila decessi all’anno.

Ma non tutte le notizie sono negative: tra gli italiani sta tornando l’attenzione per il monitoraggio di questo valore nel sangue. A dirlo è Pasquale Perrone Filardi, presidente eletto della Società italiana di cardiologia (Sic), in occasione dell’80/mo Congresso nazionale della Società organizzato a Roma. “Delle 217.000 morti cardiovascolari in Italia nel 2017, 46.000 o più sono solo ascrivibili al mancato controllo del colesterolo”, ha spiegato, precisando comunque come “si stia di nuovo diffondendo la cultura” del controllo “del colesterolo, che per molto tempo è stata privata dell’attenzione che merita”.

Senza per forza ricorrere ai farmaci, basta riorganizzare il proprio sistema alimentare e dare importanza a qualche attività. Sono tantissimi ad oggi gli studi medico-scienfici, che confermano l’importanza di una dieta vegetariana/vegana.

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Secondo uno studio dell’Università Keio di Fujisawa, chi preferisce l’alimentazione basata sui vegetali può ridurre il colesterolo totale di 29,2 mg/dl rispetto a chi segue una dieta prevalentemente carnivora.Un dato molto importante, visto che il colesterolo alto è pericoloso soprattutto quando non viene diagnosticato e non viene trattato con opportune cure.

È per questo che gli esperti esortano a prestare quanto più presto possibile attenzione all’alimentazione. Se il colesterolo si sviluppa nelle arterie può provocare un flusso di sangue ridotto, che può arrivare a determinare un attacco cardiaco se un vaso sanguigno viene bloccato completamente. Se tutto ciò accade in cui vasi che trasportano il sangue al cervello, si potrebbe incorrere anche in un ictus.

Inoltre livelli elevati di grassi nel sangue sono legati anche allo sviluppo del diabete e dell’ipertensione. Ma anche i cibi per vegetariani possono essere poco sani, quindi attenzione a che cosa mettete nel carrello al supermercato! Le ricerche più recenti evidenziano che i vegetariani hanno effettivamente un livello di colesterolo “cattivo” Ldl nel sangue mediamente più basso e un rischio ridotto di malattie cardiovascolari rispetto a persone che si alimentano anche con carni animali.

E una ragione c’è: la maggior parte del colesterolo circolante nel sangue deriva dai grassi saturi presenti nell’alimentazione. Questi si trovano nelle carni, soprattutto se grasse, e nei latticini prodotti con latte intero, come latte, yogurt, formaggi e gelati. La dieta di un vegetariano è per lo più povera o completamente priva di prodotti animali, quindi dovrebbe essere povera di colesterolo.

Migliora il metabolismo dei trigliceridi, un altro tipo di grassi, contrastando la formazione o favorendo la riduzione delle dimensioni delle placche aterosclerotiche sulle arterie. Frutta, verdura, noci, semi e olii vegetali contengono i fitosteroli, simili nella struttura e nella funzione al colesterolo, ma benefici per le pareti delle arterie.

Ma non dimentichiamoci che molti cibi vegetariani sono ricchi di zuccheri e di grassi trans, per come sono preparati o conservati: per esempio i cibi fritti, la pasticceria e i prodotti da forno, i latticini e i loro derivati. Quindi attenzione: la scelta vegetariana non è un parafulmine contro le malattie cardiovascolari, ma certo può essere un efficiente scudo se seguita con giudizio.

TAG: #colesterolo, cardiologia, vegetariano
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