Spazio Interviste: Piergiorgio Scaccia ci parla dell’omosessualità

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Una intervista che sottolinea un argomento molto delicato e molto discusso nell’Italia di oggi.

Molti sono i temi trattati oggi in Italia, tra questi c’è anche il tema dell’omosessualità, argomento che merita una lunga riflessione. Molti si pongono delle domande ma abbiamo trovato un ragazzo che ha deciso di dare delle risposte, Piergiorgio Scaccia, un ragazzo di Frosinone che con grande piacere ha accettato di rispondere ad alcune nostre domande:

– Perché la chiesa ha un grande interesse sull omosessualità e sull’unione di persone dello stesso sesso?

Sono ateo, quindi non me la sento di spendere troppe parole su questo argomento. Non riesco a comprendere,però,come la chiesa chiuda le sue porte all’omosessualità nel mentre predica la fratellanza e l’uguaglianza. Riconosco però che,anche la chiesa, sta facendo passi avanti, anche se piccoli, ma li sta facendo.

– Cos’è per te L omosessualità?

L’omosessualità è una normale variante del comportamento sessuale umano’’ secondo la OMS. Io penso che sia un orientamento sessuale e basta. Non siamo la variante di niente e di nessuno.

– L omosessualità è sinonimo di diversità ?

Dovremmo prima capire chi stabilisce cosa è diverso e cosa è normale… Penso che in un mondo che ci obbliga alla normalità’’, essere e dichiararsi diverso’’ è un gesto eroico!

– Se tuo figlio ti dicesse di essere gay tu come la prenderesti?

Spero di educare mio figlio o mia figlia senza prototipi e/o schemi da seguire, alla sessualità libera e consapevole, quindi spero che una sua ipotetica omosessualità non sia motivo per lui/lei di difficoltà nel dirmelo.

– In questi mesi si stanno verificando delle rivolte e manifestazioni su questo tema. Secondo te il nostro paese come dovrebbe comportarsi?

La comunità lgbt+ si è stancata di nascondersi e di vedere negati i propri diritti. L’Italia è un paese che non ha mai preso posizione su nulla: finché una cosa non ci tocca in prima persona ci va bene. È ora di prendere una posizione; ce lo chiede la UE da anni e lo pretendiamo noi persone lgbt+. Siamo conosciuti in tutto il mondo per le nostre tradizioni e ci tengo a sottolineare che tradizione non è sinonimo di chiusura, basterebbe solo che non si usasse questa nostra ‘’nominata’’ (come la destra italiana spesso e volentieri fa)per escludere alcune ‘’categorie’’ di persone che per anni sono state costrette al silenzio. Tra le nostre tradizioni ce n’è una,la più bella: l’accoglienza.

– Ultimamente sui social vi era un video di un ragazzo che veniva picchiato perché gay. Quali sono le tue considerazioni a riguardo?

Alcune fonti riportano che l’aggressione non era di stampo omofobo, ma rispondo prendendo per vera questa cosa. Sono contrario alla violenza, la ‘’legge del più forte’’ la trovo più animalesca che umana. Per quanto riguarda l’omofobia, penso che chi sta bene con se stesso e con la propria vita non abbia bisogno di criticare con chi vado o meno io a letto.

– Sei favorevole o contrario alle adozioni gay?

Assolutamente favorevole: l’unica famiglia è quella felice e ce lo dimostrano i tanti bambini e le tante bambine figli* di coppie gay e/o lesbiche.

– Hai partecipato a molte manifestazioni su questo tema, quali sono i tuoi prossimi obbiettivi?

Spero di affermarmi in politica e di continuare il lavoro che porto avanti da anni ormai a Frosinone a favore dei diritti e dell’integrazione delle persone lgbt+. Tutto questo assieme al Collettivo UgualMente, prima associazione lgbt+ della provincia, di cui sono fieramente socio e nel quale ho creduto fortemente da sempre, e ad Agedo Frosinone, associazione di genitori,parenti e amici di persone lgbt+. È un lavoro difficile, ma non mi mancano ne’ voce ne’ coraggio!