giovedì, Ottobre 1, 2020
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Proposta di legge sulla trasparenza delle fondazioni, che fine ha fatto?

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Dopo il caso della Fondazione Open vicina all’ex premier Matteo Renzi il Movimento cinque stelle chiede a gran voce una commissione d’inchiesta sui fondi ai partiti. Ma da tempo i pentastellati stanno proponendo in Parlamento anche una stretta sugli enti che finanziano i soggetti e i movimenti politici.

In Senato da due legislature il parlamentare del movimento Alberto Airola ha presentato un disegno di legge che riguarda ‘Disposizioni in materia di trasparenza e pubblicità degli statuti e dei bilanci delle fondazioni e delle associazioni che erogano finanziamenti a partiti e movimenti politici’.

Il testo è stato assegnato in commissione Affari Costituzionali a Palazzo Madama il 20 gennaio del 2018 ma l’esame non è mai stato avviato. Airola lo ha ripresentato in avvio di legislatura.

“Le fondazioni po­litiche – si legge nella presentazione della proposta – finiscono per rivestire la funzione di un ‘salvadanaio’ oggetto di depositi da parte di persone o enti che, in cambio, desiderano accedere a relazioni. Nonostante alcuni infruttuosi tentativi di porvi mano, il problema continua ad esistere. Nel 2012, nell’ambito della discussione alla Camera sul taglio dei rimborsi elettorali, venne bocciato l’emendamento che mirava a imporre le stesse regole di trasparenza previste per i partiti anche alle fondazioni. Obbligo di trasparenza – si spiega – che due anni più tardi veniva espressamente previsto nell’am­bito della legge sull’abolizione del finanzia­mento pubblico ai partiti ma che – di fatto – resta inapplicato perché prevede obblighi di trasparenza solo per le fondazioni i cui ‘organi direttivi’ siano nominati ‘in tutto o in parte’ dai partiti e la maggior parte delle fondazioni non ricade in questa fattispecie.

Il testo di Airola prevede che alle fondazioni e alle associazioni (non solo quelle con vertici nominati dai partiti) che erogano a qualsiasi titolo somme, servizi o altro beneficio, destinati direttamente o indirettamente al finanziamento in favore di partiti, movimenti politici o loro articolazioni interne o di parlamentari o consiglieri regionali si applicano le prescrizioni sulla trasparenza e la pubblicità degli statuti e dei bilanci.

Le fondazioni sono dunque tenute ad assicurare la trasparenza e l’accesso alle informazioni relative al proprio assetto statutario, agli organi associativi, al funzionamento interno e ai bilanci, anche mediante la realizzazione di un sito internet che rispetti i principi di elevata accessibilita’, di completezza di informazione, di chiarezza di linguaggio, di affidabilita’, di semplicita’ di consultazione, di qualita’, di omogeneita’ e di interoperabilita’.

Il disegno di legge potrebbe riprendere il proprio cammino in Parlamento al termine della sessione di bilancio nella quale si approva la Finanziaria.

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