Conte a Mittal: ‘Le regole in italia si rispettano’. L’azienda ai sindacati, ‘pagati al 100% i fornitori strategici’

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“Venerdì a Mittal diremo una cosa molto semplice: in Italia le regole si rispettano”. Lo scrive il premier Giuseppe Conte rilanciando quanto detto a margine dell’assemblea dell’Anci ad Arezzo. Intanto si è tenuto un nuovo incontro con i sindacati nell’acciaieria sul nodo dei crediti delle ditte degli appalti.

A quanto si apprende, l’Ad di ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli, ha comunicato di aver pagato al 100% tutti i fornitori strategici dello stabilimento, mentre a tutti i fornitori italiani del settore dell’autotrasporto è stato corrisposto un acconto del 70% sull’ammontare complessivo preteso, fatture scadute e in scadenza. ArcelorMittal ha informato anche Confindustria Taranto.

“Se si tratta di introdurre elementi di chiarezza applicativa di alcune norme che traggono origine dall’articolo 51 del codice penale (quello sulla non puniblità) e che valgono per una serie di condizioni credo che un ragionamento lo si possa fare, ma certamente prima dovrà essere fatto dalle forze politiche al loro interno e in particolare dal M5S”, ha detto il ministro per lo sviluppo economico Stefano Patuanelli, aggiungendo però “non si può partire da qua”, perché “non è con lo scudo che risolvo il problema, non è così che faccio restare Mittal”.

Domani in Consiglio dei ministri arriveranno “alcune proposte” per Taranto, per tentare di risolvere la situazione dell’ArcelorMittal. E misure verranno suggerite anche dal Mise, assicura Patuanelli che sottolinea ancora che si faranno “valutazioni su come accelerare gli interventi previsti all’esterno dello stabilimento” dell’ex Ilva “perché bisogna dare risposte ai cittadini che da anni attendono ricadute positive sul territorio”. “C’è un miliardo circa del contratto istituzionale di sviluppo da far ricadere sul territorio in tempi rapidi anche con una legge speciale“, aggiunge.

Ilva e Alitalia sono i due tavoli più complessi fra quelli aperti al Mise sulle crisi industriali“, assicura inoltre il ministro riferendo alla Camera sui tavoli di crisi aperti al Ministero dello Sviluppo Economico. E questo, mentre i sindacati annunciano forme di protesta. “Noi pensiamo sia arrivato il momento di mobilitarci, settore per settore, nell’industria meccanica a partire dalla siderurgia e poi chiedere a Cgil, Cisl e Uil di costruire un percorso per arrivare ad un grande sciopero generale”, afferma il segretario generale della Fim-Cisl, Marco Bentivogli, intervenendo all’assemblea nazionale unitaria dei delegati dei metalmeccanici Fim, Fiom e Uilm. Una proposta che è stata accolta dagli applausi della platea.

Intanto, durante un’ispezione oggi dei commissari, è emerso come le riserve per far andare avanti la fabbrica “siano al minimo”. I commissari, accompagnati da dirigenti e tecnici, hanno compiuto verifiche in particolare nell’area dei parchi minerali, dove vengono stoccati i materiali che servono ad alimentare l’attività della fabbrica.