Caterina la Grande: “Niente è più difficile dell’evitare le tentazioni”

295

Caterina la Grande è la nuova serie trasmessa su Sky Original, in quattro puntate, dedicata all’Imperatrice di Russia e interpretata dalla bravissima attrice inglese, di padre russo Helen Mirren, premiata nella sua carriera con l’Oscar e tre Premi Golden Globe. La serie è diretta da Philip Martin e scritta da Nigel Williams, che ha creato anche la mini-serie su Elizabeth I, interpretata sempre dalla Mirren con grande successo.

Gli episodi raccontano la storia di Caterina II, vissuta nel 18. secolo, il potere e la grandezza della sovrana, e si concentra soprattutto sugli ultimi anni di regno e i suoi amori. La serie sicuramente ha il merito di accendere i riflettori su una grande e controversa figura storica, ma limitata nella narrazione alla sfera affettiva, tralasciando le opere e la politica.
Una personalità carismatica e affascinante, e un grande “esempio di Dispotismo Illuminato”, che regna per ben trentaquattro anni.

Un accenno breve sulla biografia di Caterina II, nata il 1729 a Stettino e spenta a Pietroburgo nel 1796, figlia del principe di Anhalt-Zerbst, brillante e colta viene data in sposa a sedici anni al “granduca Pietro Fëdorovič, futuro Pietro III di Russia”, definito “rozzo e ignorante”. Il rapporto non dura e con la fine della Guerra dei Sette anni, Pietro III viene detronizzato da Caterina II, con un colpo di Stato nel 1762.
La Sovrana ispirandosi alle idee illuministe, in contatto con filosofi illuminati europei, attua una serie di Riforme, volte a migliorare, rafforzare e modernizzare le condizioni dell’Impero russo, seguendo l’opera di Pietro il Grande. Provvede all’espansione territoriale della Russia, alla riforma giudiziaria influenzata dagli scritti di Cesare Beccaria; a quella del territorio e delle città in cui gli abitanti vengono divisi in sei categorie. In economia vengono esportati i prodotti all’estero e introdotta la moneta, con la fondazione della Prima Banca. Riforma l’istruzione con il “primo Istituto d’istruzione femminile d’Europa”. Fonda un Orfanotrofio per aiutare i poveri, pensando che l’educazione possa creare una “nuova società”, anche se precisa che “Se i Russi sapessero scrivere mi distruggerebbero”.
Si mostra tollerante con le altre religioni, ma incamera con un decreto i terreni della chiesa. Durante il suo regno, però aumentano i servi della gleba e anche molte rivolte “represse violentemente”. Coltiva i rapporti con le Monarchie Europee, con un atteggiamento di mediazione e di apertura “Illuminata”.

Secondo lo storico Francois Cruzet, con Caterina II si ha un “inizio d’industrializzazione a Mosca”. L’Imperatrice, inoltre, sostiene molti intellettuali illuminati da Voltaire, Diderot, D’Alembert, Domenico Cimarosa, Giovanni Paisiello.
Il suo Regno viene “considerato l’età d’oro dell’Impero russo”. I suoi rapporti epistolari, di scambio con i filosofi illuministi, in particolare francesi, sembrano però secondo alcuni storici moderni più che altro di “sponsorizzazione”.

Sofia Federica Augusta, principessa tedesca e poi Caterina II, riceve un’ottima istruzione, seguita soprattutto da una governante francese Madeleine Cardel. Mostra un carattere vivace, brillante, testardo e soprattutto animato da una particolare curiosità. Non gioca con le bambole e preferisce “giochi pericolosi”. Sembra che una volta con delle forbici rischi di “ferirsi gli occhi”. Non risulta neanche bella ha “un naso lungo, il mento pronunciato … le labbra sottili”, ma ha una personalità fortemente seduttiva. Studia anche musica, ballo, tedesco, calligrafia. La madre spesso la trascura, preferendo i fratelli cagionevoli di salute, e provocando in lei una sofferenza interiore.

Caterina, nonostante appartenga a una famiglia aristocratica, non ha una buona situazione economica, e il suo matrimonio viene “deciso a tavolino dai parenti”. A quattordici anni arriva a Pietroburgo per conoscere il granduca Carlo Pietro Ulrico nipote della zarina Elisabetta e per suo volere dopo due anni si sposano. In questo periodo si ammala sembra di pleurite. Si ritrova in “intrighi e … falsità di corte”. Conosce il “carattere violento e puerile del futuro sposo”. Il matrimonio infelice e forse neanche “consumato”, sembra dovuto anche al carattere difficile di Pietro, che oltre a non essere piacente, trascura e umilia Caterina. Lei invece si rifugia nella cultura leggendo Voltaire, Machiavelli, Tacito. Inoltre, Caterina instaura nuove amicizie, alcune utili per governare dopo, e si concede molte avventure. Sembra, che il figlio Paolo nato nel 1754 non sia del consorte, ma di Sergej Saltykov. E tre anni dopo ha una bambina Anna, che muore presto, probabilmente avuta da una relazione con Stanislao Poniatowski. In seguito s’innamora di un bel giovane ufficiale Grigorij Orlov, da cui ha il figlio Aleksej. E Orlov nel 1762, la aiuta a “detronizzare il consorte”, che muore strangolato in prigione. Ha un’altra figlia Elzaveta Grigor’evna, sembra da Aleksandrovič Potëmkin.

Caterina II, è stata una donna spregiudicata, famosa per i tanti amanti, che liquida con regali costosi e cariche ambite, e probabilmente da temere proprio in occasione di doni e promozioni. Tra le sue abitudini si racconta che prima di accettare nuovi amanti usasse una sua dama come “Eprouveuse”, cioè “colei che fa la prova”. E che alcune stanze a corte, siano usate come alcova, decorate e arredate con oggetti e mobili erotici, dove libera le sue pulsioni. Comunque sia, è significativo che una donna del 18. secolo, seppur una sovrana, abbia la forza d’imporsi e comportarsi liberamente come un uomo.

Caterina II, muore il sedici novembre del 1796, intorno alle nove della mattina, dopo aver bevuto il suo solito caffè, si spegne per un attacco cardiaco nel gabinetto privato. Il figlio Paolo eredita il Trono Imperiale Russo.
Caterina, resta una grande sovrana, che ha governato con saggezza imponendosi sulla scena mondiale. Si mostra con la sua opera Innovativa, migliorando l’assetto dell’Impero e favorendo l’arte e la letteratura, facendo della Russia uno Stato più Moderno.
Dopo la sua morte si diffondono notizie e curiosità lussuriose sulla sua vita privata, ma se governare, è impegnativo e la corte insidiosa, qualche svago illecito in 34 anni, viene pure concesso.

D’altronde come lei stessa ammette: “Niente è più difficile dell’evitare le tentazioni … Dio mi perdonerà: quello è il suo mestiere.” Il suo di autocrate a quanto pare l’ha ben, ed egregiamente reso!