No Tav: in 20 denunciati per incendio e tafferugli

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Un falò con fiamme alte quattro metri, il tentativo di forzare una cancellata, il lancio di grossi petardi e razzi di segnalazione nautica contro le forze dell’ordine. E’ stato il culmine della dimostrazione No Tav della scorsa notte nei pressi del cantiere di Chiomonte, in Valle di Susa.

Una ventina di attivisti sono stati identificati dalla Digos e verranno denunciati: la maggior parte per non avere rispettato l’ordinanza della Prefettura sul divieto di accesso ai luoghi, altri per accensioni pericolose.

“Forse pensavano di avere intimidito qualcuno con le denunce di ieri a mezzo stampa, ma anche questa notte un grande falò ha indicato il cammino e dei fuochi sono caduti sul cantiere. Non molleremo mai”. E’ il testo diffuso su internet da attivisti No Tav a commento della dimostrazione nei pressi del cantiere di Chiomonte in Valle di Susa. Circa duecento manifestanti sono partiti in corteo dall’abitato di Giaglione.

Per sbarrare loro il passo lungo la pista nota come sentiero Gallo-Romano le forze dell’ordine hanno eretto una cancellata metallica rinforzata che gli attivisti, dopo avere acceso il fuoco, hanno tentato prima di sfondare con un grosso tronco, e poi di aprire con un flessibile elettrico. La polizia ha reagito con un idrante. In seguito una quindicina di No Tav si sono resi autori del lancio di pietre, petardi, bombe carta e razzi di segnalazione nautica. Fonti delle forze dell’ordine riferiscono che si è verificato un principio di incendio nel bosco che ha richiesto l’intervento di personale specializzato del cantiere.