Riforma Ipab attesa da 18 anni, i sindacati non mollano la presa

Martedì 25 giugno terzo presidio in Consiglio regionale

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Per quanto ancora la Regione eviterà il confronto con i sindacati sulla riforma delle Ipab? Ma le sigle della funzione pubblica, servizi e pensionati di Cgil, Cisl e Uil del Veneto non mollano la presa e saranno anche martedì 25 giugno alle 11 davanti al Consiglio regionale per chiedere ancora una volta un incontro. 

Perché il tempo è agli sgoccioli: la Regione del Veneto è l’unica in Italia (insieme alla Sicilia) a non avere una legge di riordino delle Ipab, così come previsto da una legge statale del 2000. E da settembre la macchina legislativa si fermerà per le prossime elezioni del 2020: rischiamo di perdere un’altra intera legislatura dopo che l’ultimo disegno di legge, il tredicesimo in questi quasi 20 anni e niente meno che a firma del presidente Luca Zaia, è fermo in V commissione dal 2015.

E non basta che lassessora regionale a Sanità e Sociale Manuela Lanzarin annunci che la riforma delle Ipab rientrerà in un più ampio disegno di riorganizzazione dell’assistenza territoriale nell’ambito del Pssr 2019-2023: i sindacati vogliono vedere i fatti.

Perché i fatti con i quali quotidianamente si scontrano lavoratori e utenti delle Ipab sono questi: le oltre 100 Ipab in Veneto svolgono soprattutto la funzione di casa di riposo ed ogni giorno offrono assistenza ed ospitalità a oltre 15mila anziani, per la quasi totalità non autosufficienti. Un servizio che occupa 10mila lavoratori diretti più quelli degli appalti (pulizie, ecc.).

In assenza della riforma e con la facilità di accreditamento data in questi anni, si è creata una concorrenza sleale fra Ipab pubbliche e case di riposo private. Le case di riposo private, infatti, hanno costi di gestione più bassi (personale, tasse etc.) costringendo così le Ipab a seguire logiche di mercato penalizzanti per un’istituzione pubblica. C’è un comprovato dumping contrattuale con rischi nella qualità dei servizi e le quote alberghiere sono diventate elevatissime.

Da oltre due mesi le sigle della funzione pubblica, servizi e pensionati di Cgil, Cisl e Uil del Veneto stanno organizzando presidi e volantinaggi in tutte le province per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sulla riforma delle Ipab. E il 25 giugno sarà la terza volta nel 2019 che si ritroveranno davanti al Consiglio regionale. La Regione accetterà di confrontarsi con loro?