5G. Pechino continua a lastricare il sentiero verso l’egemonia

Cosa fermerà la technoCina?

355

La questione Huawei non sembra fermare la locomotiva tecnologica cinese.

Il Celeste Impero, che entro 10 anni dovrà sviluppare un forte mercato interno (assorbimento) per non cadere sotto il suo stesso peso, sembra determinato a compiere il grande salto di qualità. Da anni infatti, Pechino investe tutto su infrastrutture, educazione e tecnologie. Ed è proprio in quest’ultimo frangente che va a collocarsi il 5G.

L’arresto della figlia del fondatore di Huawei in Canada, Meng Wanzhou, direttrice finanziaria dell’azienda, ha senz’altro inasprito i rapporti USA-Cina, ma non sembra aver fermato l’espansione tecnologica. Ormai la Cina si è irreversibilmente avviata verso l’egemonia mondiale, e per concretizzarla, deve creare la propria infrastruttura tecnologica e culturale, così come fecero romani, spagnoli, olandesi, inglesi e americani prima di lei. E oggi, l’oro della società, è la comunicazione ad altissima velocità.

Pechino vanta il primo mercato al mondo della comunicazione mobile e nel 2025 sarà il più grande mercato delle nuove reti cellulari di quinta generazione. Secondo un rapporto della associazione globale degli operatori, la  GSMA, sempre nello stesso anno, l’Europa avrà 205 milioni di connessioni 5G, gli Stati Uniti solo 187 milioni e la Cina 460 milioni.

Nel 2018 la Cina ha chiuso con un bilancio pari a 1,2

miliardi di utenti di telefonia mobile, confermando la propria posizione di mercato predominante. Nel 2017 la stessa industria  ha generato un valore di circa 680 miliardi di euro, pari al 5,5% del Pil cinese. Questa enorme crescita del settore va a vantaggio della politica economica sancita da Xi Jinping, che mira come prima ricordato, a fornire una solida struttura di mercato interno. Operazione questa, volta a portare la Cina da Stato solo esportatore senza una propria classe media, a uno Stato con una forte classe media e un forte assorbimento.

Le telecomunicazioni nel 2018 hanno fornito 8,5 milioni di posti di lavoro contribuendo con  76 miliardi di euro in tasse versate all’erario di. Il 5G, secondo gli esperti, darà ulteriore slancio al settore. Si prospetta che entro il 2021, gli operatori mobili cinesi investiranno nelle nuove reti una cifra stimata in 52 miliardi di euro. E nel 2023, proprio grazie al 5G, il settore darà all’economia cinese un contributo di quasi 790 miliardi di euro.

Un giro di soldi enorme che porterà la Cina ad acquisire un potere negoziale esponenzialmente più grande di quello di cui gode ora. Non per nulla arrivano molte richiesta da Washington di bandire la telefonia cinese, con particolare riferimento alla Huawei.