Cattive maestre, Silvia Baraldini in tour con i Carc racconta le Black Panthers

Perchè piace l'horror del terror - 6° puntata. Dopo il cattivo maestro in cattedra, ecco la cattiva maestra.

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Parlare oggi delle Black Panthers, lo storico movimento

di rivolta contro la discriminazione razziale e per emancipazione degli afroamericani nato negli Stati Uniti; l’evento è in programma a Modena il prossimo 29 marzo nella sala Giacomo Ulivi, di proprietà del Comune emiliano e concesso in uso gratuito all’Istituto storico di Modena. A tenere banco, Silvia Baraldini (nella foto in basso), nota alle cronache per la sua storia di militanza oltreoceano nel Black Liberation Army e nel movimento comunista 19 maggio, condannata a 43 anni di reclusione per una serie di reati tra i quali il concorso nell’evasione di Assata Shakur, leader del BLA ed all’ergastolo per l’omicidio di un agente di polizia stradale.

A darne notizia, non è l’istituto storico di Modena, che pure ha un sito web decisamente curato e aggiornato, ma la federazione Emilia Romagna del partito Carc (Comitati di Appoggio alla Resistenza per il Comunismo), promotrice dell’evento, come fa sapere dalla sua pagina Facebook, insieme alla Fgci di Carpi.

La serata, si legge sul social, è organizzata per

approfondire la storia delle Pantere Nere attraverso l’esperienza da protagonista di Silvia Baraldini, così da farne occasione di bilancio e sintesi per l’oggi!. Il Carc, che si propone di costituire il governo di blocco popolare per fare dell’Italia un nuovo Paese socialista, è salito, si fa per dire, agli onori della cronaca per la propaganda del sito web Caccia allo sbirro!, una delirante gogna mediatica e schedatura contro le forze dell’ordine oscurato più volte dalla polizia postale su ordine della magistratura. Un’operazione che di fatto prosegue, seppur in forma apparentemente edulcorata e allusiva.

Sull’home page del partito dei Carc fa bella mostra di sé il

link al sito Acad, Associazione contro gli abusi in divisa, (singolare e ‘casuale’ l’assonanza con il celebre Acab, All cops are bastards), che apre, mentre scriviamo, con l’eloquente ‘notizia’ della Mattanza in divisa contro la tifoseria dell’Atalanta. E’ in quest’ottica di contrapposizione e innalzamento di una tensione sociale pericolosamente vicina al punto di rottura che può essere letta l’iniziativa (della quale è previsto il bis il 30 marzo a Reggio Emilia, nella sede di Rifondazione comunista) che vede protagonista e testimonial Silvia Baraldini. Il suo caso all’epoca fece scalpore, mobilitando una miriade di anime belle della cultura e dell’associazionismo che ne chiesero a gran voce il rimpatrio, anche per questioni di salute, giudicando sproporzionata la pena comminata dalla giustizia Usa in rapporto ai reati commessi.

Una mobilitazione che diede i suoi frutti nella firma di un

trattato di estradizione bilaterale ai tempi dei governi Prodi e D’Alema e della amministrazione Clinton. Le polemiche montarono aspre quando atterrò in suolo patrio il Falcon di Stato con a bordo la Baraldini, accolta da Armando Cossutta con un mazzo di fiori rossi. Polemiche che potrebbero riaprirsi, ora che, a distanza di anni e da libera cittadina, la compagna Baraldini non ha perso l’antico amore di discutere in pubblico e di ergersi in cattedra discettando di conflitto sociale (ammantato di diritti civili) con compagni di simposio che di questo ‘valore’ si nutrono e ne fanno pericolosa prassi.