Chi va piano va sano e va lontano il 27 febbraio

la giornata della lentezza per riflettere e calmarsi

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lentezza
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Non c’è proverbio più calzante di questo, soprattutto oggi,

27 febbraio, giornata mondiale della lentezza. Fermi tutti, quindi. Oggi chi non va di fretta ha tutti i diritti per continuare a farlo. Ergo lumaconi, pigri, flemmatici e ritardatari di tutto il mondo, ovunque voi siate, unitevi – ma con calma – per celebrare tutta la vostra indolenza. Per una volta all’anno siete pienamente giustificati, ve lo concediamo: è la vostra festa.

Ecco perché, guidando per le strade della Capitale, oggi più che mai ci si imbatte nei soliti indecisi che, se il traffico in quel momento non c’è, lo devono creare loro, assolutamente. Sono dei maestri in questo, con la loro caratteristica flemma che li contraddistingue. Manderebbero all’inferno anche il più ‘santo’ degli automobilisti – che malauguratamente si trovasse alle loro calcagna – dalla cui bocca spesso fanno scaturire irripetibili improperi, a volte accompagnati da sonore bestemmie. Quindi oggi bando agli impazienti dal vaffa gratuito e dal clacson facile. Tenete entrambe le mani sul volante oppure una mettetela in tasca pur di evitare di usarla inutilmente: niente brutti gesti, né strombazzate accompagnate da sonore offese. Trattenete la rabbia se potete, esagitati del momento, tanto l’esasperazione nella giornata odierna servirebbe meno del solito.

Sappiamo che questa strana ricorrenza non fa per voi,

che andate più veloci della luce pretendendo che gli altri facciano altrettanto. Ma oggi è meglio evitare, mettetevi pure l’anima in pace, non c’è proprio storia. È la giornata internazionale della lentezza e va rispettata. Rallentate la corsa, scalate pure marcia quindi. Dove volete andare tutti quanti con questa continua fretta inconsulta? Fermatevi anche voi piuttosto, almeno per un attimo, accantonando la vostra smania che non fa altro che alimentare lo stress e provate a riflettere, se volete. Lasciate il posto a un po’ di sano relax, inserite una sorta di moviola durante le vostre azioni, se necessario.

Perché correre sempre a più non posso, senza fermarsi mai o quasi? Rispettiamo questa festa internazionale, come le altre comandate, in religioso silenzio senza sbraitare contro quei flemmatici che, nostro malgrado, non abbiamo la pazienza di aspettare o di sopportare. Per una volta almeno, prendiamocela comoda anche noi, concediamoci una meritata pausa. Oggi la lentezza va rispettata e persino festeggiata. Quindi dovremmo farcene una ragione tutti quanti. Perché non approfittarne, quindi? E allora facciamo piano per una volta, non corriamo sempre come schegge impazzite. Dove andiamo e che cosa dobbiamo fare sempre di corsa come dei robot? Ogni tanto c’è bisogno di più calma. Correndo troppo si rischia di perdere di vista le vere cose importanti. Non dimentichiamo che la lentezza può costituire un perfetto antidoto allo stress.

Mente e corpo hanno bisogno di  di calma e tranquillità.

Scapicollarsi incessantemente per qualsiasi cosa nuoce anche alla nostra salute psicofisica. Rallentare il ritmo frenetico al quale sempre più di frequente ci sottoponiamo, invece, sarebbe una vera e propria panacea contro la tensione. La vita moderna ci coinvolge sempre di più e travolge tutto e tutti. La frenesia ci logora e ci porta ad accantonare – se non addirittura dimenticare – molte cose importanti ed essenziali, sia per noi, sia per chi ci vive accanto. Pensiamo al ragionamento ponderato, per esempio. Sembra non ci sia più neanche il tempo per soffermarsi un attimo a riflettere sulle cose, ancor meno su se stessi e sulla propria vita privata. Un pizzico d’introspezione non guasterebbe mai.

Un ritmo più pacato gioverebbe sicuramente alla nostra psiche e al nostro fisico, troppo stressati a causa del nostro incedere incessante, sempre alla rincorsa di chissà che cosa. Anche alcune fasi del nostro vivere quotidiano, come i momenti dedicati alla nostra alimentazione per esempio, stanno perdendo il loro valore effettivo, che non è soltanto quello meramente nutritivo. Colazione, pranzo e cena rappresentano da sempre veri e propri rituali, consentendo di prendersi quelle pause di cui tutti necessitano. Ma non solo.

L’ora del pasto, oltre che un indispensabile momento conviviale, è fondamentale per non trascurare la nostra istituzione più importante, quella che non andrebbe mai messa da parte: la famiglia. Consumare insieme almeno colazione e cena permetterebbe una certa continuità di rapporti con i propri familiari, favorendo una maggiore comunicazione e interazione. Invece ultimamente, a causa dei mille impegni e della fretta di cui stiamo diventando schiavi devoti, riusciamo a giocarci persino quelli che dovrebbero essere i momenti più sereni e costruttivi della nostra giornata.

Si sta perdendo di vista quell’abitudine, quel rituale,

quell’appuntamento quotidiano e fondamentale che consentiva di riunirsi sempre insieme in famiglia. Ciò che prima era un vero e proprio appuntamento fisso, quotidiano, immancabile per confrontarsi, relazionarsi, prendere decisioni e discutere, oggi si sta riducendo sempre più a incontri fugaci e, in certi casi, occasionali che mettono a repentaglio la stessa unità e armonia della propria famiglia. Quante volte sembra che non ci sia mai il momento giusto per parlare con i figli, con il proprio partner o con i propri genitori perché non si riesce – o non si vuole – trovare un attimo di tempo per farlo? Quale momento migliore per comunicare, se non seduti tutti quanti davanti ad una tavola imbandita condividendo, oltre ad un pasto caldo, la propria vita e quella dei propri cari?

C’è da aggiungere che la lentezza a volte, quasi per assurdo, può risultare persino più veloce della velocità stessa. Ecco perché: agire con calma consente di elaborare un processo spesso fondamentale, la riflessione. Pensarci due volte prima di fare qualcosa spesso aiuta ad ottimizzare i tempi sprecandone di meno. Evitare di prendere decisioni affrettate, può ridurre e di molto il rischio di incappare in qualche errore madornale che potrebbe implicare notevoli perdite di tempo. La smania di fare tutto e subito ci induce ad agire all’istante, ‘prima di subito’, al più presto possibile. Questo atteggiamento non ci permette di ponderare le cose ma ci fa accantonare – spesso con troppa leggerezza – la nostra predisposizione al pensiero e alla riflessione. Pensandoci due volte prima di agire o di fare delle scelte, potremmo anche essere indotti ad un saggio ripensamento in caso di problematicità, insicurezza, perplessità. Il che non sempre sarebbe un atteggiamento sbagliato.

Soprattutto nel caso di decisioni importanti, di qualsiasi

genere queste siano, sarebbe preferibile soffermarsi a ragionarci sopra, almeno per un momento. Cinque minuti o mezzora in più prima di parlare o agire non sempre sono una perdita di tempo, tutt’altro. Sono minuti preziosi utilizzati per una giusta causa, quella di condurci al raggiungimento di scelte migliori, più giuste e più razionali in quanto ben ponderate. Ciò potrebbe evitare inconvenienti in cui mai e poi mai vorremmo incappare.

Il vecchio detto respirare prima di parlare, è un invito a prendersi del tempo per riflettere prima di esprimersi. In caso di discussioni animate, per esempio, onde evitare inutili e spiacevoli degenerazioni, non converrebbe forse trattenersi per qualche momento, anche iniziando letteralmente a ‘contare fino a’ con la nostra mente se necessario, pur di prenderci quel tempo vitale per recuperare la calma? Bisognerebbe anche parlare adagio. Dialogare velocemente rischia di compromettere la comunicazione: si finisce col sovrapporsi al proprio interlocutore, compromettendo l’ascolto e la conseguente riflessione su ciò che si sarebbe dovuto sentire.

Riuscire ad essere tranquilli e sereni aiuta moltissimo

ad allentare la tensione e a trattenere la rabbia, anziché farla esplodere come una bomba a orologeria. Se la calma è la virtù dei forti, la fretta è spesso cattiva consigliera. I proverbi la sanno lunga in fatto di consigli psicologici e di vita. Non sempre la lentezza e l’attesa sono momenti inutilmente sprecati. Aiutano ad allentare la tensione, combattendo lo stress. In conclusione, godiamoci con calma e in santa pace questa giornata della lentezza. Se non ci corre appresso nessuno, male non ci farà. Almeno una volta all’anno smettiamola di andare al galoppo. Andiamo al passo piuttosto, al limite al trotto, ma evitiamo di spaziare inutilmente di qua e di là. Godiamoci questo 27 febbraio all’insegna della pacatezza, attuando un consapevole rallentamento.

Mi raccomando, relax. Poi domani è un altro giorno e potremo riprendere la corsa infinita, se proprio lo vorremo. Ma ricordiamoci che a volte, per vivere meglio, basta soltanto andare un po’ più a rilento.