Infrastrutture italiane, il governo interverrà per la nostra sicurezza?

Anni di abbandono, l'attuale manutenzione verrà a costare più del rifare nuove opere. Il Governo accetterà le reali necessità della comunità? Avrà il coraggio per tale rivoluzione?

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Mentre il governo e l’azione mediatica si concentrano principalmente sulla TAV e quindi sul super collegamento Torino Lione, il maltempo ha creato una serie di disagi e danni che forse, come accade nella maggior parte dei casi, verranno tamponati con lavori di scarsa manutenzione.

Dopo il crollo del ponte Morandi a Genova, è iniziata un’indagine sulla condizione delle strade in Italia e sono emerse molte situazioni critiche alle quali bisognerebbe porre riparo.

Le indagini hanno portato alla luce altri 5 viadotti a forte rischio di cui due sono liguri; inoltre è emersa anche una storia di falsificazione nei report sulla sicurezza di queste infrastrutture. Autostrade si difende, sostenendo che i viadotti in questione non siano a rischio e che siano stati controllati anche dagli ispettori del Ministero.

In tutta Italia, da nord a sud, vi sono strade sconnesse, asfalti dissestati pezzati e ripezzati, ponti sospetti, voragini, semafori che dovrebbero essere provvisori e diventano parte integrante di quel tratto di strada e guard rail mancanti. Ciò nonostante il punto, il focus, l’attenzione mediatica non ricade sulla precarietà e insicurezza delle nostre strade attuali, considerando anche il maltempo che inevitabilmente crea grossi danni, ma sulla possibilità di investire su una nuova via di comunicazione probabilmente non necessaria.

Dall’analisi della SITEB, Associazione strade italiane e Butumi, emerge la situazione in tutta la sua precarietà e devastazione a causa della “prolungata assenza di lavori di manutenzione delle nostre strade”.

Nel 2017 il consumo di asfalto ha registrato il suo minimo storico, ma dalla padella alla brace, nel 2018 si è registrata un’ulteriore contrazione, un ulteriore disinvestimento dell’11,8%. Ad essere maggiormente a rischio sono le arterie comunali, dove si registra un numero crescente di limitazioni di velocità e di circolazione. Tale disagio per la popolazione e rischio in termini di sicurezza, ha le sue origini nel passato, ma la problematica è che non ci sono manovre o investimenti volti al miglioramento della situazione attuale, al ripristino di strade sicure. Nemmeno nel periodo estivo si è registrato un aumento consistente e concreto nell’intervento delle strade, nonostante sia in questo periodo che di solito si concentra il 60% dei lavori di manutenzione. Inevitabilmente i disagi si moltiplicano insieme ai danni e le richieste di risarcimento da parte dei cittadini aumentano. Più tempo passa e maggiori saranno i costi di rifacimento stradale e messa in sicurezza di una situazione che coinvolge tutto il paese.

Il presidente della SITEB afferma che “È ora fondamentale che il nuovo Governo del cambiamento imprima un deciso cambio di marcia rispetto ai precedenti, puntando, per quel che concerne il trasporto su gomma, su una seria politica di manutenzione del patrimonio esistente di 600mila km di strade e, in particolare, di quelle comunali e provinciali che sono le più disastrate … Il bollettino elaborato periodicamente dall’Associazione evidenzia come a causa del costante blocco dei lavori di manutenzione oggi occorrerebbero oltre 42 miliardi di euro per rimettere in sesto le nostre strade, ripristinando, ove necessario, anche gli strati più profondi della sovrastruttura stradale. Un costo decisamente elevato, ma necessario per preservare il valore complessivo della nostra rete stimato in 5.000 miliardi di euro”.

In Germania, proprio in concomitanza con la crisi il governo ha attivato un progetto di rifacimento dell’intera rete autostradale. Questo ha generato un temporaneo blocco di alcune arterie, ma ha permesso la manutenzione completa e in concomitanza l’occupazione di migliaia di posti di lavoro.

Una forma più strutturata di manovra assistenzialista da parte dello stato che ridistribuisce denaro a fronte di un lavoro positivo per la comunità.

Governo del cambiamento, per rendere potenziale un reale cambiamento non sarebbe auspicabile investire sulla manutenzione e il rifacimento di quanto si ha per poter poi, con basi solide, crescere in termini di infrastrutture senza il rischio che ogni giorno qualcuno possa rimetterci la vita?