Nell’agosto del 2018 dopo cinque giorni in mare è stato dato il permesso di sbarco a 177 immigrati, salvati dalla guardia costiera italiana, caso Diciotti.
Oggi il ministro dell’Interno Salvini, è oggetto di richiesta di autorizzazione a procedere presso il tribunale dei ministri di Catania, nega l’accusa di sequestro di persona aggravata, argomentando che in seguito alla permanenza in mare per cinque giorni e dopo lo sbarco dei minori, le persone sulla nave avessero da subito il permesso di sbarcare, ma hanno atteso la fine di un loro rito religioso durato altre due ore.
Se inizialmente Salvini ha dichiarato che non aveva bisogno dell’immunità, oggi chiede al Senato di garantirla. Chiede al Senato di negare l’autorizzazione e che quindi il processo “Diciotti” non avvenga. Molti sono i politici che sostengono che sia stata una scelta di governo e tutti allora, sono chiamati al processo perché fu una scelta collegiale, di tutto l’esecutivo. Anche Conte difende la posizione governativa, assumendosi la piena responsabilità politica di quanto accaduto.
Il Presidente del Consiglio Conte che avvallò la richiesta del Presidente della Repubblica, liberando gli ostaggi della Diciotti, nella notte, sperando che il Ministro degli Interni non se ne accorgesse.
Di Battista suggerisce che Conte, di Maio, Salvini e Toninelli in queste due settimane si mettano a tavolino e trovino una soluzione, inoltre ritiene che se queste accuse fossero mosse contro di Maio, quest’ultimo avrebbe rinunciato all’immunità per poi presentare un atto formale al Presidente del Consiglio per sancire la responsabilità dell’esecutivo. Rispetto a quanto detto in campagna elettorale, l’immunità andrebbe abolita, ma quale sarà la scelta del Senato?
Salvini scrive di come le sue decisioni siano scelte dettate dal voler mantenere quanto detto in campagna elettorale e dalla sicurezza e ordine del paese in quanto con l’immigrazione clandestina non puoi sapere se uno scafista o un trafficante sia tra le vite da salvare.
Dal M5S sicuramente Salvini si aspetta che votino a suo favore e che quindi neghino l’autorizzazione; ma questo cosa comporterebbe? Quanto il governo ne risentirebbe? Ovviamente il Movimento, così facendo peccherebbe di coerenza con quanto detto in campagna elettorale, cosa implicherebbe questo?
Intanto un altro caso cavalca la scena mediatica ed è la Sea Watch. La nave è a largo di Siracusa e per oltre 11 giorni non ha avuto autorizzazione ad attraccare. Intanto la Corte europea dei diritti dell’uomo a Strasburgo si è pronunciata su quanto richiesto da parte del comandante della Sea Watch e ha condiviso la necessità di cure mediche acqua e cibo a bordo della nave richiedendo all’Italia di provvedere a tutto il necessario. L’ONG nel suo ricorso ha dichiarato “un’operazione di soccorso in mare, secondo il diritto internazionale, si dichiara conclusa solo con lo sbarco in un porto sicuro, che deve essere garantito nel più breve tempo possibile. Ciò non può essere subordinato ad alcuna negoziazione tra Stati in merito a una eventuale redistribuzione delle persone soccorse, o per qualunque altro motivo. Un porto si considera sicuro anche in base al reale trattamento che le persone subirebbero una volta sbarcate: per questa ragione la Libia non è riconosciuta dalle Nazioni unite e dall’Unione europea come un porto sicuro di sbarco”. La ONG chiedeva ai giudici di valutare “la condotta del governo italiano e delle amministrazioni coinvolte in questa vicenda, nei termini in cui prefigura una gravissima violazione dei diritti fondamentali delle persone soccorse e in particolare del loro diritto a non subire trattamenti inumani e degradanti (art. 3 della Convenzione). Impedire alle persone di scendere dalla nave costituisce anche una forma di illegittima e informale detenzione di fatto, in chiara violazione di quanto stabilito dalla Costituzione italiana e dalla Convenzione Europea per i Diritti dell’Uomo sull’inviolabilità della libertà personale”.
Alcuni parlamentari, tra cui l’onorevole Martina esercitando I poteri del sindacato ispettivo, hanno scelto di salire sulla nave per verificare le condizioni degli immigrati. Pare che vi siano 13 minori a bordo, di cui solo cinque accompagnati. Pare che Salvini abbia mentito sull’esistenza di minori a bordi, inoltre l’onorevole Martina, sottolinea come ci siano delle analogie con il caso Diciotti, motivo per il quale valuteranno le azioni da intraprendere. Intanto i parlamentari in visita hanno raccolto le dichiarazioni di qualche immigrato e le torture subite in Libia.
Nonostante le scelte “salviniane” del nostro governo, non si può negare che tra le persone arrivate sulle nostre coste vi sia la possibilità di incontrare qualche delinquente d’oltre oceano, ma considerando anche il nostro passato a cui molti spesso fanno riferimento, considerato i fantomatici progressi sui diritti dell’uomo e sull’articolata normativa che tenta di regolare questa materia su più livelli, quanto può essere ritenuto umano questo trattamento? Quanto i mezzi giustificano il fine? dove si ferma la politica ed entra in gioco il punto di vista squisitamente personale? Dove si ferma la politica e l’interesse personale e inizia il diritto?
Al di là degli sbarchi ufficiali, i dati del Viminale riportano circa 341 sbarchi “fantasma” per un totale di 5999 persone durante l’anno scorso. Viaggi rapidi ed effettuati su gommoni con circa 15 persone a bordo. In Sicilia molte sono le inchieste aperte che hanno permesso di documentare le modalità con le quali scafisti e trafficanti, bypassando le rotte più controllate e giungono ugualmente sulle nostre coste. Per dare una idea nel 2018 in Sicilia hanno registrato circa 1200 arrivi e in Puglia 650 circa, in Calabria si contano 275 persone e 168 in Sardegna. Inoltre molti sono stati rintracciati i giorni a seguire per un totale di circa 3660 persone. Numeri diversi rispetto a quelli registrati nelle navi delle ONG.
L’apparenza fa dedurre che casi come Diciotti e Sea Watch siano strumenti, siano simbolo di una battaglia politica e sociale che non sembra trovare una giusta conclusione per nessuno delle pedine in campo. Invece di accanirsi sulle ONG che rispettano le norme e gli accordi internazionali, se davvero questo governo fosse intenzionato a combattere gli scafisti, dovrebbe interessarsi a questa pratica di tratte fantasma.
In ogni caso, il presidente Conte ringrazia la vicinanza di alcuni paesi, ma questa negoziazione continua tra numeri e paesi non fa che evidenziare ulteriormente la falla all’interno del sistema europeo.
L’estenuante ennesimo braccio di ferro con l’Europa, ha portato 9 paesi a dare disponibilità per l’accoglienza e la distribuzione di queste persone. Lussemburgo, Romania, Malta, Francia, Germania, Portogallo, Lituania Spagna e inevitabilmente l’Italia. La Corte di Strasburgo ha chiesto all’Italia che vi sia una adeguata rappresentazione legale per i minori a bordo. Le 47 persone dopo lo sbarco a Catania, verranno registrati e in seguito indirizzati ai Paesi che hanno firmato l’accordo per l’accoglienza; Salvini dichiara “Missione compiuta”. Questa è l’apparente fine di un capitolo che per ora resta aperto in attesa di una reale decisione europea e non dei singoli Paesi.
Diversi paesi, diverse economie che hanno scelto di intrecciarsi, ma che non permettono un reale sviluppo e la maturazione di una forte e chiara struttura. Il non voler considerare la reale necessità di un agire comune dettato da regole comuni per il rispetto e la difesa di tutti I paesi contraenti, il non agire realmente e direttamente a livello europeo in diverse problematiche come l’immigrazione, non riguarda un solo paese ma il mondo intero.