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Serie A – Dominio Lazio all’Olimpico contro una Juventus provinciale, ma che vince ancora. Quagliarella record breake. L’Inter inciampa ancora.

| 28 Gennaio 2019 | IL FORMAT

All’Olimpico la squadra di Inzaghi domina una Juventus irriconoscibile.
La Lazio, priva di Acerbi e Marusic squalificati e Filipe Luiz infortunato deve rimodellare l’intera difesa, ma non sembra risentirne, visto che Ronaldo e compagni non calciano mai in porta per 70 minuti. Pressing asfissiante, ripartenze, uno – due veloci che portano più volte i laziali vicini al vantaggio, solo un super Szczsny tiene a galla i bianconeri. Nella ripresa il copione non cambia, come al solito la Juventus si rintana nella propria area di rigore e la Lazio spinge fino a trovare il vantaggio con autogol di Emre Can al 59°. La Lazio continua a spingere e al 65° Immobile da solo contro Szczsny spara alto sopra la traversa, divorandosi il gol del 2-0 che avrebbe chiuso la partita. Il calcio insegna, gol sbagliato, gol subito, cosí 10 minuti più tardi Bernardeschi imbeccato da Chiellini avvia il contropiede per la Juve, croos dell’ex Fiorentina per Dybala che di prima calcia tra le mani di Strakosha che respinge male e regala a Joao Cancelo il gol dell’1-1. La Lazio prova con le ultime energie a vincere ma all’88 succede l’impensabile, con Lulic che trattiene Joao Cancelo con un braccio, il portoghese appena sente il contatto si lascia svenire in area di rigore, prima Guida gira la testa verso il lato opposto del campo, ma subito dopo cambia idea e da calcio di rigore alla Juventus. Rigore dubbio concesso alla squadra di Allegri che viene trasformato da Cristiano Ronaldo che regala i tre punti ai suoi.
Una Juve provinciale, che gioca come una squadra che lotta per non retrocedere, senza idee, senza gioco e senza identitá, ma che grazie ai suoi campioni, e le occasioni sprecate dagli avversari, riesce ad espugnare l’Olimpico.

Negli anticipi del Sabato, il Sassuolo travolge il Cagliari per 3-0. In gol Locatelli, Babacar dal dischetto e Matri nel finale. Alle 18:00 la Sampdoria batte l’Udinese per 4-0, con Fabio Quagliarella che trasforma due rigore ed entra nella leggenda, eguagliando il record di Battistuta e andando in gol per 11 gare di fila. In gol anche Linetty e Manolo Gabbiadini. Nel posticipo delle 20:30 vince la paura di perdere, con Napoli e Milan che danno vita ad una gara a tratti noiosa. Il Milan crea davvero pochissimo, solo un occasione importante per Musacchio sulla quale Ospina vola e nega il gol all’Argentino. Il Napoli spreca almeno due occasioni limpide di contropiede e impensierisce Donnarumma più di una volta con Zielinski. Arbitraggio ridicolo di Doveri, che estrae cartellini a senso unico, nega un rigore solare su Insigne al 5° della ripresa per fallo di Bakayoko che non viene rivisto dal VAR (e nemmeno in TV) ed espelle Fabian Ruiz nel finale per un presunto fallo di mano dello spagnolo, ma dal replay è chiaro come l’ex Betis venga colpito sulla gamba e poi sulla pancia, espulsione inventata.

Una domenica ricca di gol e sorprese vede nel lunch match il Chievo vendere cara la pelle, contro la Fiorentina, che espugna Verona grazie alle reti di Muriel, Benassi e Chiesa (doppietta). I rossoblù, vanno prima sotto 0-2, poi rimontano con Stepinski e Pellissier ( che sbaglia anche un rigore). La viola in 10 sembra sparita ma un super Chiesa, con una doppietta regala la vittoria a Pioli, nel finale accorcia le distanze Dordevic. Al Bentegodi finisce 3-4, tra le polemiche per un gol annullato a Giaccherini per invasione su rinvio del portiere di Pellissier e per un rigore negato per un fallo netto sullo stesso attaccante rossoblù nel finale di primo tempo. Nelle gare delle 15:00 vittorie esterne per Spal e Frosinone, pareggio pirotecnico tra Atalanta e Roma. La Spal vince in rimonta, a Parma, per 2-3. I rossoblù in doppio vantaggio con due gol di Inglese, si vedono rimontare dalle reti di  Valoti, Petagna e Fares, in diciassette minuti. Il Frosinone abbatte il bologna vincendo per 4-0, e condannando probabilmente, Inzaghi all’esonero. Per i ciociari sblocca la gara Ghiglione, poi in gol Pinamonti e due volte Ciano. A Bergamo botti di capodanno, con la Roma che sfrutta tre contropiedi nel primo tempo e trova tre gol, con doppietta di Dzeko e gol dello 0-3 momentaneo di El Shaarawy. Nel finale di primo tempo accorcia le distanze Castagne. Nella ripresa la Roma appare troppo molle e rilassata e paga d’azio. Toloi riapre i giochi al 59° ancora di testa, portando il risultato sul 2-3. Al 69° fallo di Kolarov su Ilicic in area di rigore, l’arbitro prima ammonisce l’ex viola per simulazione, poi richiamato dal VAR da rigore all’Atalanta. Dal dischetto vá Duvan Zapata che calcia alle stelle. Ma nemmeno il tempo di esultare per la Roma, che 40 secondi più tardi, Zapata lanciato da Ilicic, batte Olsen e fissa il punteggio sul 3-3 finale.

Nel posticipo delle 18:00 un Inter inesiste cade a Torino. Fatale colpo di testa vincente di Armando Izzo al 35° del primo tempo. Rivincita per Mazzarri che da ex quest’anno ha strappato 4 punti ai nerazzurri.
Stasera a chiudere la 21 giornata di Serie A, il posticipo, che vale un pezzo di salvezza, tra Empoli e Genoa.

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