Torna altissima, si rialza la tensione tra Italia e Francia in vista delle elezioni europee di primavera. Dopo i ripetutiti attacchi di Moscovici alla politica economica del governo italiano, il vicepremier Luigi Di Maio usa la fionda accusando apertamente la Francia di essere tra i principali responsabili della questione migratoria, tema caldo forse decisivo in vista della tornata elettorale.
Se oggi la gente parte dall’Africa è perché alcuni Paesi europei con in testa la Francia, non hanno mai smesso di colonizzare decine di Stati africani, ha accusato apertamente Di Maio.
Dichiarazioni definite “ostili” e senza motivo dalla Francia che risponde convocando l’ambasciatrice italiana a Parigi Teresa Castaldo. Le dure parole pronunciate da Di Maio possono essere lette in un’ottica di sfida o comunque di ricerca di visibilità nei confronti dell’omologo leghista Matteo Salvini sullo sfondo dei sondaggi che evidenziano il continuo incremento di consensi da parte della Lega.
E mentre la Francia è infiammata dalla protesta dei gilet gialli si rendono sempre più evidenti i contorni della sfida tra concezione sovranista e “europeista” che deciderà le sorti del voto europeo di primavera dal quale l’Europa potrebbe uscire con un volto radicalmente modificato, con inevitabili ripercussioni in seno ai singoli Paesi membri.