Mentana menacèe vintage

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La tua enfasi che ti fa venire la bava contro chi è stato eletto dal popolo è vomitevole.

Comincia cosi la lettera ricevuta da Enrico Mentana e pubblicata sul suo profilo Instagram lo scorso 16 gennaio, contenente minacce a lui e ad altri nomi del giornalismo dell’emittente La7 guidata da Urbano Cairo, anch’esso preso di mira. Ma il fatto, ovvero la notizia è costituita dal cartaceo recapitato al direttore del Tg di La7. Nell’era dei social gli insulti, le minacce più o meno gravi sono diventati ormai la prassi, un’abitudine deprecabile e malsana, tuttavia ormai consolidata e insita nello ‘sfogo’ del web.

Basta, infatti, dare un’occhiata ai profili di personaggi più o meno noti che si può trovare l’insulto o la minaccia, sia anche l’ultimo consigliere comunale del paesino sulla montagna. Le minacce gravi sui social a volte vengono rimosse, a volte no. Partendo dal presupposto che una minaccia non va mai sottovalutata, resta il fatto che qui è diverso.

In questo caso si tratta di un cartaceo, questo fa la differenza sostanziale. Il mezzo qui è il pezzo di carta rispetto all’insulto, alla minaccia (anche di morte) o all’intimidazione che arriva direttamente sul profilo social del personaggio preso di mira.

Quanto alla lettera, che non va certamente sottovalutata, sembrerebbe il frutto dell’acredine di un mitomane. Dalla scrittura alla ‘firma’ (che è una svastica al rovescio e la mancanza di una sigla), ai punti esclamativi finali, insomma tutta una serie di elementi propriamente non tipici di un ‘gruppo’ strutturato. Nel passato ve ne sono di lettere di minacce addirittura con proiettili, ad esempio alla Corte d’Assise di Bergamo e al pm Letizia Ruggeri sul caso Bossetti. Gli inquirenti stabilirono che si trattava di un mitomane a sostegno dello stesso Bossetti, condannato in via definitiva per l’omicidio di Yara Gambirasio.

Pubblicare su un social una lettera minatoria, certamente di interesse mediatico è come gettare carne cruda in un’arena gremita di leoni affamati. Non a caso ci sono state già reazioni su Twitter con l’hastag Mentana che si ‘associano’ al contenuto della lettera, reazioni che Mentana ha pubblicato su Instagram. Ma il coro di stigmatizzazione tuttavia va di pari passo con commenti di approvazione al contenuto della minaccia da parte di “leoni da tastiera” che andrebbero anch’essi perseguiti. Saranno ora le autorità competenti a valutare la gravità del caso e a prendere eventuali precauzioni. Poiché giustamente il direttore del Tg La7 la denuncia l’ha fatta.

Detto questo, resta il tritacarne dei social con cui di fatto nel tempo si è legalizzato l’insulto, l’invettiva e il ‘libero’ sfogo che troppo spesso sfocia in odio, e del quale pare non ce ne libereremo più.