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Miracolo di Natale, il team del Bambino Gesù salva una neonata

| 29 Dicembre 2018 | IL FORMAT

Non ci sono solo brutte notizie da raccontare. Spesso le storie più belle vengono messe da parte, perché magari non fanno “notizia”. I giustificati luoghi comuni, dipingono la sanità e i suoi rappresentanti (medici, infermieri ecc.), come un contenitore pieno di rifiuti. Ma non è sempre così. Ci sono medici, infermieri, che pur non avendo un regolare contratto di lavoro, sono lì in prima fila a salvare le vite in situazioni disperate.

Quello che è avvenuto la Notte di Natale è stato un miracolo, grazie al team di emergenza Ecmo (ossigenazione extracorporea) del Bambino Gesù di Roma intervenuto all’Ospedale Santobono di Napoli per soccorrere una bambina di sette mesi, con insufficienza respiratoria gravissima. L’Ospedale romano ha competenza per questo tipo di interventi su tutto il Centro-Sud. Il team, composto da due anestesisti, un cardiochirurgo, due infermieri, un tecnico specializzato e due autisti, è partito da Roma dopo la mezzanotte del 24 dicembre con un’ambulanza speciale e una macchina di supporto per prestare soccorso alla piccola poichè nell’ospedale napoletano non c’è l’Ecmo pediatrica.

Alle sei del mattino, dopo che le funzioni vitali della bambina erano state supportate con la circolazione extracorporea (aumentando l’ossigenazione del sangue, riducendo i valori ematici di anidride carbonica, incrementando la gittata cardiaca ed agendo sulla temperatura corporea), il team ha fatto ritorno nella Capitale portando la piccola paziente che ora è ricoverata nell’area rossa, ossia nel reparto di terapia intensiva del Bambino Gesù. Dopo aver postato una foto dell’alba di ritorno sull’autostrada, il gruppo ha ricevuto una valanga di messaggi di ringraziamento sui social anche dai genitori di altri bambini che avevano avuto in passato lo stesso problema ed erano stati salvati grazie all’intervento di soccorso Ecmo. “Siete angeli in terra, siete eroi, grazie per tutto quello che fate”, sono solo alcuni degli apprezzamenti arrivati alla squadra di soccorso. Va ricordato, che l’ospedale pediatrico Bambino Gesù è un’eccelenza internazionale.

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Nel 2017 sono stati 84.036 gli accessi al pronto soccorso, 359 i trasporti di emergenza neonatale, 2205 gli accessi nelle cinque unità di terapia intensiva, 28 trapianti di rene, 18 trapianti di cuore, 31 trapianti di fegato. Inoltre, vengono seguiti 13.203 pazienti con malattie rare. E per la ricerca scientica sono impegnate 700 persone. Vanno ricordati questi angeli, proprio loro quei medici, che spesso subiscono anche violenze. Solo nell’ultimo anno il 50% tra medici e operatori sanitari hanno subito aggressioni, il 4% è stato vittima di violenza fisica. Stando a un’indagine della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (Fnomceo), più del 56% di chi ha subito violenza ritiene che l’aggressione poteva essere prevista. Tuttavia il 78% degli intervistati non sa se esistano procedure aziendali per prevenire o gestire gli atti di violenza.

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