Sette milioni di morti all’anno per il fumo. Inaugurato a Catania il primo centro per la lotta al tabagismo

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Sette milioni di morti all’anno. E’ il drammatico dato delle vittime del fumo secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità. A questi, si aggiungono altri 600mila morti causati dal fumo passivo. “Un mondo senza fumo” che permetta di fermare “una strage inutile”. E’ la missione del primo Centro di eccellenza per la riduzione del danno da fumo, (Center of excellence for the acceleration of harm reduction) diretto dal professore Riccardo Polosa e inaugurato questa mattina nella sede della Torre Biologica “Ferdinando Latteri” dell’Università di Catania.

Un progetto ambizioso e di respiro internazionale, affidato a un team formato da oltre quaranta docenti dell’ateneo catanese che a loro volta collaboreranno con gruppi di ricerca provenienti da decine di università estere. “Vogliamo contribuire alla rivoluzione globale che sta ponendo le basi per un mondo senza fumo – spiega il professore Polosa – attraverso un approccio scientifico innovativo e creativo che intende diffondere strategie e strumenti per ridurre i danni, grazie al supporto di un network internazionale in grado di sviluppare scienza e conoscenza. La nostra missione è quella di accelerare gli sforzi della ricerca per arrivare a ridurre l’impatto dell’abitudine tabagica sulla salute pubblica mondiale”.

Il gruppo di lavoro guidato dal professore Polosa, che ha definito “una strage inutile” i milioni di decessi in tutto il mondo dovuti a malattie correlate al fumo, potrà avvalersi del prezioso contributo dell’Università di Catania. Solo nel nostro Paese i dati del Ministero della Salute evidenziano come tra i 70.000 e gli 83.000 decessi ogni anno siano causati dal consumo di sigarette (circa un migliaio per fumo passivo). La comunità scientifica internazionale è concorde nel ritenere il fumo quale principale fattore di rischio per l’insorgenza di malattie non trasmissibili. Tuttavia, nonostante la consapevolezza sui danni da fumo e le sempre più stringenti politiche di prevenzione e controllo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che nel 2025 i fumatori saranno ancora oltre 1 miliardo, un numero uguale a quello attuale. “Con questa iniziativa – spiega il rettore Francesco Basile – l’Università di Catania fa un passo avanti non soltanto nella direzione della ricerca, ma soprattutto in quella dell’assistenza e degli aspetti sociali legati alla prevenzione dei rischi.

Il valore aggiunto del Coehar consiste nella sua interdisciplinarietà. Sono certo che potrà diventare un punto di riferimento per il territorio regionale e fonte di soluzioni scientifiche per tutto il mondo”.
“Abbiamo accolto l’idea con grande entusiasmo – aggiunge, dal canto suo, il professore Francesco Purrello, direttore del dipartimento Medclin – perché risponde alla nostra esigenza di razionalizzare, coordinare e puntare sull’interdisciplinarietà delle competenze, sulla collaborazione nella ricerca”. L’inaugurazione del Coehar, acronimo del Centro di Eccellenza catanese, ha avuto un prologo speciale ieri sera, quando il direttore Riccardo Polosa, insieme ai docenti del Centro e ad una speciale delegazione di fumatori che hanno già iniziato il percorso per smettere di fumare, sono stati ospiti al Teatro Massimo Bellini di Catania per la visione dell’ultima replica de “La Capinera”. L’evento è stato promosso dalla Lega Italiana Anti Fumo, sostenitrice del progetto.