Per il Senatore De Falco il M5S sulla stessa strada di Renzi

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Più che un governo gialloverde sembra un governo leopardato, dove sul fondo leghista si appoggiano insidiose le macchie pentastellate. Sembrerebbe che nessuna delle due compagini ha il coraggio di esprimere il disappunto sull’altro. È così in sei mesi di insediamento, la questione di fiducia è stata posta per ben otto volte. Infatti (ieri) al Senato è accaduto due volte: sul ddl anticorruzione e alla Camera sul decreto fiscale.

E tra le macchie di leopardo pentastellati, c’è chi inizia a storcere il naso e non poterne più. A ‘sbottare’ è Gregorio De Falco, senatore pentastellato già finito sotto la lente dei probiviri M5S per la sua scelta di non partecipare al voto di fiducia sul decreto sicurezza e immigrazione targato Matteo Salvini. Il senatore accusa il movimento di non essere più capace di moderare determinati rapporti e su questo punto, il senatore del M5S, non ha tutti i torti; il governo Renzi ha chiesto innumerevoli volte la fiducia del governo di cui il M5S si è sempre opposto.

Matteo Renzi fu molto criticato dai grillini nel corso della scorsa legislatura per il frequente ricorso al voto di fiducia. Adesso sembra che il M5S faccia le stesse, dunque si spera che da gennaio si cambi modalità; sarebbe imbarazzante se la compagine di governo dovesse continuare sulla stessa rotta che fu quella di Renzi. Per alcuni parlamentari del movimento, ci vorrebbe una presa di posizione di coerenza che purtroppo cozza con le politiche di governo. Il finale potrebbe tramutarsi nell’espulsione di alcuni ‘ribelli’ che chiedono a gran voce di ritornare ad essere i 5 Stelle di un tempo. Intanto si profila una grande battaglia sulla Manovra che preannuncia un vero scambio di contraddizioni tra la Lega e il M5S, che pur essendo concordi nelle misure, ancora una volta, devono fare i conti con l’UE.