Unicef: a Taranto violati i diritti umani

A Taranto, secondo l’Unicef, sono quotidianamente violati i diritti umani perché i bambini mangiano pane e diossina

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L’Unicef decide di chiudere le celebrazioni per l’anniversario della Convenzione Onu sui diritti dei minori, a Taranto, sottolineando come ogni giorno, in questa meravigliosa terra, la diossina stia togliendo il diritto alla vita e all’infanzia ai poveri bambini della città ionica.

Un girotondo davanti alcune scuole primarie della città e un incontro con gli studenti dei licei: il primo passo dell’iniziativa con cui la onlus ‘adotta’ Taranto trasformando un problema industriale locale nel “simbolo internazionale dei diritti violati dell’infanzia” e chiedendo un “patto trasversale per non lasciare da soli i bambini”.

L’organizzazione ha raccolto le lettere dei più piccoli e nei prossimi giorni saranno consegnate al Presidente della Repubblica Mattarella e al Santo Padre Francesco con la speranza di sensibilizzare le istituzioni politiche e religiose affinché possano essere restaurati i diritti costituzionali e umani nella terra tarantina.

Queste sono le parole pronunciate da Andrea Iacomini, portavoce di Unicef Italia: “Ne ho ricevute centinaia (di lettere) da parte dei bambini che ho incontrato. Le consegnerò a papa Francesco e al presidente della Repubblica – aggiunge – Raccontano in maniera drammatica e sconvolgente di un mondo osservato dalla finestra con la paura del vento, di morire, di impotenza dei loro genitori. Mi ha colpito la loro tragica consapevolezza di poter morire. Questo è inaccettabile. Un bambino non può vivere così”.

Iacomini parla convintamente di sospensione dei diritti: “dal gioco all’aria pulita fino a quello alla vita”. Per questo motivo ci sarà l’impegno di Unicef insieme con le associazioni che da sempre si sono battute per l’ambiente e la salute a Taranto, Genitori tarantini e Peacelink, per costituire un patto per non lasciare sola la città, con i suoi bambini, che non sono solo bambini di Taranto ma sono bambini Italiani e per questo hanno diritto ad una vita pari a quella dei loro coetanei del resto della penisola.

Gli appelli non si fermeranno certo al Presidente della Repubblica e al Papa ma saranno coinvolti con appositi appelli anche Tedros Ghebreyesus, presidente dell’Organizzazione mondiale della sanità e Antonio Guterres, Segretario Generale delle Nazioni Unite.

Il caso Taranto non è più solo un caso industriale ma diventa un caso sanitario e umanitario da risolvere al più presto anche perché i dati sulla salute emersi dallo studio nazionale Sentieri non sono per niente incoraggianti e, infatti, “Nel periodo 1995-2018, ha evidenziato per Taranto nei confronti delle altre città della Puglia un eccesso di circa il 30% nella mortalità per tumore del polmone in entrambi i sessi – ricorda Iacomini – un aumento compreso tra il 50% per gli uomini e il 40% tra le donne di decessi per malattie respiratorie acute e un eccesso di circa il 15% tra gli uomini e 40% nelle donne di morti per malattie dell’apparato digerente”. Da un altro studio dell’Istituto Superiore di sanità, spiega l’epidemiologo Isbem Prisco Piscitelli, emerge che in città i bambini “mangiano e respirano diossina”: quella “assunta con l’alimentazione è di 2,5 volte superiore a quella inalata e i due effetti peraltro si sommano”.

A Taranto i cittadini sono sempre più scoraggiati dalla situazione soprattutto dopo che anche il nuovo governo Lega-5stelle ha tradito le aspettative e proprio martedì, in occasione delle celebrazioni della Giornata dei diritti dell’infanzia, i Genitori tarantini hanno scritto una dura lettera aperta al vicepremier Luigi Di Maio, accusato di aver “tradito la filosofia M5s” con la virata governativa sul destino del siderurgico.

Dopo aver più volte parlato delle nuove sensibilità ambientaliste delle imprese e della nuova prospettiva di una finanza etica e responsabile che investe in aziende green e che si impegnano con convinzione nel sociale, dobbiamo purtroppo anche parlare di questioni sicuramente molto spiacevoli, sia per noi che le raccontiamo sia, soprattutto, per coloro che le vivono.

Taranto sembra essere stata condannata ad un destino infernale senza meriti o demeriti propri. C’è chi punta nel green e chi punta sul rosso diossina.

Il caso Taranto, quindi, non si è concluso, è solo cominciato e siamo sicuri che ne avremo ancora per un bel po’.