I conti non tornano: rallentano i progressi nella salute in tutto il mondo

370

Sono molti i fattori, che possono spiegare la carenza nei progressi di salute nel pianeta. Non dimentichiamo il fattore ambientale a 360°, che sta esponendo l’essere umano a dei rischi mai visti prima. L’aumento impressionate di tumori in Italia, come in altre parti del mondo mettono a dura prova il sistema sanitario. Per non parlare di altre patologie, tipiche di una società super frenetica e robotizzata, come ad esempio un aumento di uso di psicofarmaci, antidepressivi ecc. Solo per citare un dato: nelle farmacie di Milano vengono vendute 6.100 confezioni al giorno di farmaci per dormire. In generale, si spendono molti soldi, ma i progressi per migliorare la salute e le cure nel mondo rallentano.

Nel 2017 i miglioramenti sulla mortalità si sono fermati e peggiorati in alcuni paesi. Inoltre a metà dei paesi mancano operatori sanitari e metà delle morti nel mondo sono state causate da quattro fattori di rischio: ipertensione, fumo, glucosio alto nel sangue e alto indice di massa corporea. E’ quanto emerge dal rapporto Global Burden of Disease (GBD), pubblicato sulla rivista Lancet. “Il mondo ha visto diverse storie di successo per la salute – Christopher Murray, direttore dell’Institute for Health Metrics and Evaluation, che ha coordinato il rapporto – Gli investimenti fatti nei paesi poveri sulle cure prenatali e i problemi di igiene hanno fatto la differenza per la vita di queste persone.

Ma la combinazione di rischi metabolici e invecchiamento della popolazione continuerà a far salire le malattie croniche”. Ma non è questo l’unico problema individuata dall’indagine. C’è infatti la carenza di forza lavoro sanitaria in quasi la metà dei paesi (47%), dove ci sono meno di 10 medici per 10mila abitanti e il 46% può contare su meno di 30 infermiere o ostetriche ogni 10mila. Peraltro, l’emergere di problemi come guerre e conflitti, terrorismo potrebbe avere delle conseguenze negative nel tempo, se non si interviene. Oltre alle malattie croniche, c’è da sottolineare che le prime tre cause di disabilità nel 2017 (e negli ultimi 30 anni) sono state lombalgia, emicrania e depressione. Come spesso capita, si prende di petto il problema alla fine e mai all’inizio. Sembra come se si vuole evitare di affrontare il problema in maniera seria e concreta. Più volte medici e scienziati indipendenti, hanno messo in guardia le istituzioni e non solo, di fronte ad un crescente aumento di mali, malattie e tumori, che trovano una risposta nelle cause. Ma nessuno vuole ascoltare.

L’aumento di medici e medicine non risolverà certo il problema. Bisogna avere il coraggio di fermarsi e di riflettere e capire, che un sistema del genere, basato su un impressionante aumento dell’inquinamento, su l’elettrosmog, su una alimentazione “chimica”, su un modello di vita stressante nei ritmi per l’essere umano ci porterà dritti verso un punto di non ritorno. Ma forse facciamo ancora in tempo….