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Oms, il 90% dei bambini respira inquinamento, che è la causa di 600mila morti

| 30 Ottobre 2018 | IL FORMAT

L’inquinamento sta minacciando seriamente la salute della Terra. Un grande problema, che non può essere sottovalutato. Un rapporto presentato dall’Oms in occasione della prima Conferenza Globale sull’inquinamento dell’aria e la salute che inizierà oggi a Ginevra, deve trovare delle soluzioni immediate: ogni giorno più del 90% di bambini sotto i 15 anni nel mondo respira aria inquinata che è la causa di 600mila morti infantili dovute allo smog respirato in casa e fuori.

L’Italia fa parte dei paesi con la qualità dell’aria peggiore, tanto che il 98% dei bambini è esposto a livelli troppo alti di polveri ultrasottili. Lo afferma un rapporto presentato dall’Oms in occasione della prima Conferenza Globale sull’inquinamento dell’aria e la salute che inizia domani a Ginevra. Il problema, sottolinea il documento, riguarda sia i paesi in via di sviluppo, dove il 98% dei bambini sotto i 5 anni respira livelli di polveri ultrasottili superiori al limite fissato dall’Oms, sia quelli ad alto reddito, dove la percentuale è comunque superiore al 50%. “L’aria inquinata – afferma Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore Generale dell’Oms – sta avvelenando milioni di bambini e rovinando le loro vite. Questo è imperdonabile.

Ogni bambino dovrebbe poter respirare aria pulita per crescere al massimo del proprio potenziale”. Gli effetti dell’inquinamento dell’aria, sottolinea il rapporto, iniziano già dalla gravidanza, durante la quale l’esposizione causa parti prematuri e basso peso alla nascita. Lo smog inoltre ha un impatto sullo sviluppo cognitivo, e può scatenare malattie respiratorie come l’asma ma anche favorire tumori infantili. Chi ha respirato aria inquinata da piccolo inoltre ha un rischio molto maggiore di malattie croniche cardiovascolari da adulto. Nel nostro Paese la situazione è preoccupante. Per la Società Italiana di Medicina Ambientale (Sima), i tumori infantili sono in aumento a causa dell’emergenza inquinamento in cui versa il BelPaese. Se da un lato era già stato ipotizzato il rapporto tra emergenza inquinamento e cancro, dall’altro ulteriori studi sembrerebbero aver confermato un legame tra le aree inquinate (dove è stato registrato un incremento nel numero di patologie tumorali del 90% in appena 10 anni).

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Proprio i giovanissimi sembrano essere tra i più colpiti, come riferito da uno studio del 2017 condotto dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro e pubblicata sulla rivista Lancet Oncology. Stando a quest’ultima ricerca la maggiore incidenza di tumori nei bambini (0-14 anni) e negli adolescenti (15-19) si sarebbe verificata nell’area comprendente Italia, Spagna, Portogallo, Croazia, Malta e Cipro. Un andamento che sembra essere stato confermato anche dall’ultimo rapporto SENTIERI (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento) dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità). Gli esperti italiani hanno dichiarato che si sta verificando una vera e propria “emergenza tumori” tra i giovanissimi, espressa anche da un incremento medio di tumori maligni infantili (in maggioranza linfoma non-Hodgkin, sarcoma e leucemia) del 9% in 28 dei 45 siti in Italia ritenuti più esposti all’inquinamento.

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