Claudio Borghi e il mantra della ‘sovranità monetaria’

L'eccessiva voglia di 'sovranità monetaria'... dove ci porterebbe la fantasia proibita del matrimonio gialloverde?

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“…L’Italia con una propria moneta risolverebbe gran parte dei propri problemi” sono state le parole di Claudio Borghi, Presidente della Commissione di Bilancio della Camera che spaventano gli investitori e, di conseguenza, i mercati fino a portare lo Spread oltre i 300 punti base.

Dichiarazioni, quelle di Borghi, che rappresentano la ciliegina sulla torta dopo l’imbarazzante prestazione del Ministro Tria davanti all’Eurogruppo e altre dichiarazioni sconcertanti da parte dei membri del ‘governo gialloverde’

Dietro lo slogan di ‘avere una propria moneta’ per ‘poter risolvere i problemi dell’Italia’ si nasconde un filone di pensiero che accomuna i pentastellati alla Lega. Da entrambe le parti si continua a ripetere come un mantra quell’incessante voglia di ‘sovranità monetaria’ come una formula magica che risolverebbe i profondi problemi economici del paese.

Ogni volta che gli esponenti delle organizzazioni che compongono il governo gialloverde  hanno manifestato il desiderio di ‘avere una propria valuta’ nel nome della ‘sovranità monetaria’, è stato sempre per sfuggire dalla realtà di vincoli di bilancio che ci impediscono di indebitarci ancora di più, sia per non andare in default, sia per considerare – almeno un po’ – le future generazioni.

L’eccessiva voglia di ‘sovranità monetaria’ come fantasia proibita del matrimonio gialloverde è direttamente associata al desiderio di stampare valuta per coprire, nell’immediato, i costi che le entrate di per sé non possono soddisfare.

Fin qui le intenzioni sembrano ‘nobili’, ma se guardiamo ai paesi che di recente hanno fatto ricorso alla stampa di moneta per verniciare il deficit della propria economia, notiamo che questi ultimi sono entrati in un circolo vizioso nel quale lo Stato finisce per abusare di tale potestà fino al punto di stampare della valuta inorganica. Tutto per soddisfare i costi della politica e per coprire la voragine lasciata da una corruzione che cresce indiscriminatamente se non ci sono vincoli di bilancio che pongano un freno all’indebitamento irresponsabile da parte dello Stato.

Quando Borghi parla di ‘sovranità monetaria’ non lo fa pensando agli Stati Uniti o al Regno Unito, dove le Banche Centrali sono indipendenti dall’esecutivo ed è questo il motivo per cui il Dollaro Americano e la Lira Sterlina hanno un certo valore, ma gli vengono in mente i paesi in via di sviluppo nei quali i governi esercitano un ferreo controllo sulle banche centrali.

La sottomissione della banca centrale all’esecutivo ha spesso facilitato un ricorso eccessivo alla stampa di moneta e i governi ne hanno sempre fatto un uso strumentale senza importare la portata del disastro economico che stavano innescando, ma ragionando secondo dinamiche immediate e utilitaristiche (ad es.: le prossime elezioni). Tali sono i casi della Turchia, dell’Argentina e del Venezuela, dove la stampa di  moneta è arrivata a spingere eccessivamente il signoraggio fino a produrre scenari di inflazione o iperinflazione a seconda del caso.

Purtroppo, a Borghi come ad altri esponenti della Lega e del M5S non interessa nulla di tutto ciò. Loro vogliono ‘la sovranità monetaria’ per stampare valuta a caso fino ad erodere il potere d’acquisto delle persone e polverizzare i risparmi degli italiani. A pagarne le conseguenze però, sarebbero – come sempre – i più deboli.