Road to Stadio San Paolo: Tifosi e squadra, un amore viscerale.

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Bisognerebbe per un attimo, mettere da parte tutti i pregiudizi e i pensieri su Napoli e intraprendere un “pellegrinaggio” in questa città.

Per i Napoletani, essere di Napoli è un vanto, un onore, una fede. Chi nasce a Napoli ” Ten o sang azzurr“, (ha il sangue azzurro). I luoghi comuni su questa città sono tantissimi, e per farli cadere bisognerebbe visitare e vivere un città unica come questa.

Chi nasce a Napoli, sente di dover proteggere la propria città e la propria squadra con tutto se stesso. Come se Napoli fosse una mamma e i suoi cittadini fossero i suoi figli.                                      Una delle esperienze da fare assolutamente, oltre a visitare le bellezze di questa città, è quella di andare allo stadio San Paolo, con pullman e metropolitane. Entrare in un pullman e vedere persone che ti ammirano o ti invidiano solo per il semplice fatto che stai andando allo stadio, gente che non conosci che ti si avvicina e ti parla, ti chiede della partita, ed in un attimo fai amicizia, ti scambi il numero di cellulare, e ti ritrovi a parlare con queste persone per tutto il viaggio solo ed esclusivamente del Napoli. Su questi mezzi trovi tifosi di tutti i generi. Chi viene da Ferrara, chi da Milano, chi da Foggia solo per avere l’emozione di guardare quello stadio da fuori e da dentro. “Wow è fantastico, guarda che spettacolo“, cosi hanno descritto i due ragazzi di Ferrara all’uscita della metro alla visione dello stadio San Paolo.

All’interno poi l’atmosfera è surreale. Sali quelle scale ed è subito magia, un onda d’urto d’amore che ti travolge e ti fa sentire come se fossi a casa tua nel salotto insieme alla tua famiglia. Già perchè li dentro, almeno per 90′ si è un unica grande famiglia di 30/40 mila persone che cantano a squarcia gola e sostengono i propri colori. Stare li, su quei sediolini a vedere la partita è un emozione indescrivibile. La persona seduta accanto a te diventa praticamente tuo fratello, con cui condividi idee di gioco, idee sulla squadra, e commenti sulla partita.

Stare li, tra quelle mura che si affacciano su quel prato verde, accompagnati da cori cantati a squarcia gola, è qualcosa di unico. Il San Paolo non è un semplice stadio dove entrare e tifare la propria squadra, quel campo è una casa dove tutti vengono per mostrare il proprio amore a chi ha bisogno d’aiuto per vincere una battaglia.

Montervino ex capitano del Napoli dirá:”Quando salivo quelle scale che portavano al campo, e sentivo quelle grida assordanti capivo già da lí che per i nostri avversari non ci sarebbe stata speranza”.

Yaya Toure, centrocampista ex Barcellona, Manchester City, racconta la sua esperienza al San Paolo cosi:La mattina andammo a fare riscaldamento al San Paolo, Carlos mi parlava di questo stadio, ma io che ho giocato nel Barça mi dicevo, che sarà mai! Quando misi piede su quel campo sentii qualcosa di magico, di diverso. La sera quando ci fu l’inno della Champions, vedendo 80.000 persone fischiarci mi resi conto in che guaio eravamo finiti. Qualche partita importante nella mia carriera l’ho giocata, ma quando sentii quell’urlo fu la prima volta che mi TREMARONO LE GAMBE! Bene, fu li che mi resi conto che questa non è solo una squadra per loro, ma un amore viscerale come quello che c’è tra una madre ed un figlio. Fu l’unica volta che dopo aver perso rimasi in campo per godermi lo spettacolo”.

Questo è l’effetto che fa Napoli, un posto unico, con una bellezza infinita, capace di donare un amore smisurato, un amore palpabile che senti sulla tua pelle, che vivi, quasi come se si potesse toccare… “Vedi Napoli e poi muori”, ” Vedi il San Paolo è ti innamori“.