lunedì, Settembre 28, 2020
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La Rivincita degli Autoritarismi…

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Dopo la caduta del muro di Berlino, la democrazia sembrava espandersi senza problemi e l’umanità pensava di fare sogni tranquilli sulla stagione dei diritti e le libertà fondamentali che iniziava a delinearsi. Il consolidamento della democrazia si dava per scontato e c’era chi addirittura preannunciava “la fine della storia” evocando un’indiscutibile vittoria del Mondo Libero sugli autoritarismi. Quasi nessuno intuiva il fermento di nuovi regimi antidemocratici che sembrano immuni alle regole, sanzioni e provvedimenti di una comunità internazionale ormai indebolita.

Bisogna ammettere che ci siamo trovati in uno scenario diverso da quel che ci hanno raccontato. Se i concetti di “libertà” e “democrazia” contribuirono a legittimare il sistema politico del blocco occidentale durante la guerra fredda, col venire a meno del nemico comune – l’URSS e il comunismo sovietico – tali concetti hanno perso la loro forza retorica. Affermare la liberaldemocrazia nel mondo non doveva essere poi così difficile dopo la sconfitta di chi ne impediva la realizzazione, anzi, serviva solo un po’ di tempo perché i valori occidentali fossero assimilati anche dai paesi dell’ex-blocco sovietico.

Lo sconvolgimento di questo vecchio equilibrio aprì le porte a una serie di complessità di cui risentiamo ancora gli effetti. Costumi, abitudini e soprattutto i valori della società occidentale perdevano vigore. Distogliendo lo sguardo dal vecchio nemico, la società iniziava a percepire alcuni problemi interni che non potevano più essere evitati nel nome di alcun interesse maggiore. La profonda ineguaglianza che colpiva i paesi occidentali aumentata dalla più recente crisi economica che sconvolse gli USA e la zona Euro, fu un fattore determinante nell’indebolimento dell’attuale sistema democratico.

Oggi, mentre il benessere svanisce, l’Occidente rimane senza grandi racconti sui quali legittimare il proprio sistema democratico. Nel frattempo, gli autoritarismi hanno saputo reinventarsi: in alcuni casi, adottando alcune regole della democrazia formale – ad esempio, elezioni non libere né competitive – e in altri casi, puntano su una partecipazione piuttosto attiva nello scenario internazionale per non rischiare l’isolamento. Tali regimi, denominati anche ibridi o antidemocratici sono la nuova versione degli autoritarismi contemporanei che possono convivere tranquillamente con l’indecisione dei paesi democratici, sempre più ripiegati su sé stessi.

Dalla Cina al Venezuela, dalla Turchia all’Azerbaijan, i fautori dell’autoritarismo contemporaneo hanno capito che per durare nel tempo basta aprire al libero mercato, sostenere elezioni di facciata per soddisfare – in parte – al resto del mondo e allo stesso tempo perseguire la dissidenza, imprigionare gli oppositori e uccidere chi diventa troppo scomodo. Tanto, tutto rimane nel silenzio di un mondo ormai abituato a fare il doppiogioco di disapprovare e sanzionare in pubblico tali pratiche per poi ossigenarle attraverso i finanziamenti e gli scambi commerciali.

Quando si parla degli autoritarismi di oggi, non si può non puntare il dito su coloro che avrebbero dovuto garantire il trionfo della democrazia sugli altri sistemi politici ma hanno preferito inseguire i propri interessi distaccandosi più volte dalla realtà sociale dei propri paesi e contribuendo con alcune pratiche liberticide e con elevati indici di corruzione a cancellare quella soglia che divideva la democrazia dall’antidemocrazia.

Tornando agli autoritarismi contemporanei, il loro vantaggio più grande è quello di esercitare una repressione sempre più sanguinaria nei confronti della propria popolazione dinanzi al silenzio e l’omertà di quel che resta di una comunità internazionale senza voce in capitolo e senza la forza necessaria per rispettare sé stessa.

E mentre da una parte i regimi antidemocratici si moltiplicano, negli USA e nell’Europa la democrazia è in pieno declino di fronte alle forze antisistema. Altro che “Fine della Storia”, siamo in presenza della rivincita degli autoritarismi.

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