mercoledì, Agosto 12, 2020
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Trattativa Stato-Mafia: dopo 5 anni arrivano le condanne di primo grado

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Il giorno della sentenza per il processo sulla trattativa Stato -Mafia è arrivato. 5 anni di processo, oltre 220 udienze e più di 200 testimoni hanno sfilato nell’aula bunker del carcere Pagliarelli. Solo la requisitoria è durata la bellezza di 10 udienze. I PM Vittorio Teresi e Roberto Tartaglia con i sostituti Procuratori antimafia Nino Di Matteo e Francesco Del Bene, hanno provato a dimostrare l’esistenza della trattativa tra Stato e Mafia avvenuta per fermare l’era stragista della criminalità organizzata tra il 1992 e il 1993

Alle ore 16:12 il presidente della Corte di Assise di Palermo Alfredo Montalto, ha terminato la lettura della sentenza e chiude l’udienza. La pena più severa è toccata a Bagarella Leoluca Biagio: la Procura aveva chiesto 16 anni, la Corte ha comminato una pena a 28 anni. Per Antonino Cina’ (colui che inviava le cassate a Berlusconi) i vertici del Ros Antonio Subranni, Mario Mori e Marcello Dell’Utri la condanna a 12 anni di reclusione. Il figlio di Vito Ciancimino ex Sindaco di Palermo, Massimo, è stato condannato ad 8 anni di reclusione insieme a Giuseppe De Donno uomo dei Ros.

Tutti condannati per minaccia a un corpo politico dello Stato. Assolto per non aver commesso il fatto l’ex Presidente del Senato Nicola Mancino. Reato prescritto per Giovanni Brusca ed estinto per morte del reo per Salvatore Riina. La Corte ha inoltre stabilito un risarcimento dei danni in 10 milioni di euro a favore della Presidenza del Consiglio e per le altre associazioni costituitesi parti civili, ha rimandato la decisione al giudice civile. Tutti i condannati inoltre, sono stati raggiunti anche dall’interdizione dai pubblici uffici.

Una sentenza storica con la quale si mette un punto fermo: trattativa ci fu nel periodo stragista per evitare ulteriori stragi da parte di cosa nostra con il classico do ut des di chi vuole ottenere qualcosa in cambio, è comprovato che pezzi dello Stato hanno fatto da tramite incontrando emissari della criminalità organizzata.

La sentenza è stata attesa dai familiari delle vittime della mafia. In aula anche Luciano Traina fratello di Claudio ucciso nella strage di Via d’Amelio il 19 luglio 1992, il quale ha dichiarato: “Mi basta aver sentito che effettivamente c’è stata la trattativa”. Non si può immaginare cosa possa provare un uomo che ha perso un fratello in una strage di mafia. Un uomo che ha subito sulla sua pelle quella trattativa. Luciano, poliziotto come il fratello Claudio, ha partecipato alla cattura di Giovanni Brusca.

Ora si attendono i 90 giorn per il deposito della sentenza di primo grado. Sicuramente la parola fine a questa vicenda non sarà a breve, ma un primo passo è stato compiuto.


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