Suicidio, e’ questo che sostengono i magistrati senesi riguardo la morte di David Rossi avvenuta il 6 marzo 2013. Il caso è stato archiviato per ben due volte. Nulla da fare, per la magistratura senese è suicidio – “Ulteriori indagini si preannunciano superflue”. Certo, un uomo rinvenuto cadavere in un vicolo, volato dalla finestra dal terzo piano del suo ufficio presso il Monte dei Paschi di Siena, appare certamente un gesto estremo di una persona che non voleva più vivere.
È realmente così?
Tanti dubbi da parte della famiglia dovuti anche al video delle telecamere di sicurezza poste nel vicolo di Monte Pio, eppure la magistratura le ignora. David Rossi era il responsabile della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena che, come è noto, nel 2013 è stato travolto da un grosso scandalo ed è stato sanzionato da Bankitalia con una multa di 5 milioni di euro per violazione del controllo dei rischi. Le vittime? Ingrari risparmiatori ovviamente… Proprio nel pieno delle indagini, David Rossi vola giù da quella finestra e la magistratura liquida il tutto come un suicidio dovuto al fatto che l’uomo non ha retto alle perquisizioni e ai controlli fatti dagli inquirenti nella sua abitazione pochi giorni prima.
Bastano delle perquisizioni per portare un uomo al suicidio? Si liquida con una motivazione riduttiva un caso che presenta molte ombre a partire dalla posizione del cadavere. Rossi è stato rinvenuto a pancia in su, una posizione non consona a chi si lancia da una finestra per suicidarsi. Inoltre i biglietti di addio scritti alla moglie, sarebbero stati scritti sotto coercizione fisica e psichica secondo quanto stabilito dalla perizia grafologica. David Rossi è rimasto 22 minuti agonizzante e nessuno lo ha soccorso forse perché un’auto osrtuiva il vicolo e quindi la visuale. Però nel video si vedono due figure avvicinarsi al cadavere, soggetti mai identificati dalla Procura. Sempre le stesse telecamere riprendono, dopo circa mezz’ora, il lancio dalla finestra del quadrante dell’orologio di Rossi.
Nonostante tutti questi elementi, gli inquirenti non si sono adoperati né per identificare le due figure tanto meno per scoprire chi ha gettato l’orologio dalla finestra del suo ufficio. Il corpo di Rossi, inoltre, presenta segni evidenti compatibili con una colluttazione che nulla hanno a che fare con la caduta. Sotto le suola delle sue scarpe è stata rinvenuta della polvere di lavorazione quindi, non sarebbe caduto dal terzo piano ma dal quarto dove si stavano effettuando dei lavori di ristrutturazione oppure è salito poco prima al quarto piano, ma che motivo avrebbe avuto per farlo? È salito da solo?
Dal suo ufficio sono sparite le sue agende ed il computer è stato manomesso nella notte successiva alla sua morte. Nel cestino del suo ufficio sono stati rinvenuti fazzolettini macchiati di sangue ma non sono mai stati analizzati, poiché misteriosamente spariti. Durante la sua ultima frenetica giornata, Rossi ha telefonato alla moglie Antonella Tognazzi, alla madre, al fratello Ranieri, agli amici Luca Scarsella e Paolo Gallerini e all’ex marito della moglie di Mussari, Franco Masolo. Ma è sull’ultima telefonata che si concentrano i maggiori misteri: dieci minuti diretti ad una utenza top secret. Gli inquirenti non sono riusciti a risalire al destinatario, solamente hanno potuto accertare che si tratta di una utenza Tim intestata al MPS dal 19.03.2008. Un numero top Secret. I servizi? Il Vaticano? Nulla è dato a sapere.
Sicuramente di segreti Rossi ne custodiva un bel pò, in una città massonica dove il MPS era a gestione diretta del partito democratico. MPS è la banca della massoneria, è stata la banca della P2 e di Silvio Berlusconi il quale ottenne delle fideiussioni per la costruzione di Milano 2 e Milano 3. Chi lancia molti dubbi è l’ex sindaco di Siena Piccini, il quale in un colloqui intercettato parla di festini in una location tra Siena e Arezzo ai quali partecipavano politici, magistrati senesi e uomini legati al Monte dei Paschi di Siena. Accenna, inoltre, ai servizi segreti. Ecco perché, probabilmente, la magistratura senese ha affossato l’indagine per ben due volte.
Rossi era molto amico di Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia, e testimoni asseriscono di aver visto più volte Rossi partecipare alle riunioni della massoneria tenute fuori Siena. Rossi era stretto collaboratore di Giuseppe Mussari, presidente di MPS e ABI, e si recava spesso allo Ior soprattutto per l’affare Antonveneta. MPS aveva mani in pasta con il riciclaggio di denaro, traffico di armi, tangenti miliardarie e operazioni finanziarie truffe.
David Rossi custodiva parecchi segreti. Il modo in cui è stato “suicidato” è tipico dei servizi segreti: finto suicidio costringendo la vittima a scrivere dei biglietti di addio. Un “lavoro” fatto bene e pulito comprese le sparizioni di tutte le prove e di documenti scottanti.
David Rossi come Attilio Manca, finti suicidi di comodo.