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I nazisti del Kekistan fanno la prima vittima: il mainstream nostrano

| 27 Febbraio 2018 | IL FORMAT

Mentre voi ridete, veniamo invasi dai nazisti americani del Kekistan. I terribili omini con bandiera verde e ben quattro K al suo interno si infiltrano tra i sostenitori di Salvini, durante la manifestazione di Milano. Per fortuna solerti giornalisti se ne accorgono e denunciano immediatamente l’incresciosa presenza, subito seguiti a ruota dai rappresentanti dell’asinistra (n.b. non è un errore di battitura), paladini indefessi contro l’onda nera che rischia di travolgerci.

La paura invade gli ignari cittadini, soprattutto quelli che “odiano i nazisti dell’Illinois” (cit. da “The Blues Brothers”), non si può abbassare la guardia e pensare alle proprie drammatiche condizioni lavorative, ci sono i nazisti verdi in piazza CHE DIAMINE!
Li porta quel fascioleghista di Salvini, il populista che guarda a destra e ama Putin, mica pizza e fichi. E, guarda caso, arriva in Italia, poco prima delle elezioni, il freddo siberiano, chiara ingerenza russa sul nostro voto. Rimaniamo perplessi che nessun Jacoboni di turno ne abbia fatto un inchiesta.

Tutto sarebbe divertente se non fosse, al contempo, tragico. Il Kekistan non esiste (quindi neanche i suoi nazisti), è un “meme” (qui Luca Donadel vi spiega come nasce e perché la “bomba verde” https://www.youtube.com/watch?v=_24w5h_GIOA) e professionisti che imbarazza chiamare giornalisti, hanno abboccato pensando di fare lo scoop sull’onda della guerra ai fascisti.
Insomma, gente che non analizza le fonti, non si informa, neanche si aggiorna sui costumi del web. Si butta a pesce sul piatto cucinato apposta, abbocca e non chiede scusa, scoperto l’inganno.

È la prima notizia quella che conta, l’equazione populista=nazista (addirittura!) tanto il popolo è scemo e si beve tutto. Ma…il popolo è meno cretino di loro, si informa, si aggiorna e li sbugiarda. Purtroppo però c’è una parte del suddetto popolo che non usa correntemente la rete, crede agli organi di stampa istituzionali e politici (oggi su “Democratica”, “voce” del Pd, , la notizia ancora capeggia come vera) e lo scopo è raggiunto.
Ci ripetiamo: forse non manca la libertà di stampa ma la dignità sicuramente si.

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