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Ma quanto sono pacifisti i centri sociali?!

| 26 Febbraio 2018 | ATTUALITÀ, CRONACA

Sì definiscono antifascisti, pacifisti, antirazzisti eppure sono gli stessi che si coprono il volto con il kefiah palestinese e vanno per strada a distruggere, pestare, lanciare uova marce e bombe carta imbottite di pezzi metallici incuranti del fatto di poter fare del male. Così i pacifisti manifestanti dei centri sociali a Torino hanno causato il ferimento di sei agenti delle forze dell’ordine impegnati in servizio di ordine pubblico. Torino, Napoli, Pisa e Milano sono città dove le manifestazioni e i comizi di destra si sono contrapposti non ai cortei di sinistra ma ai delinquenti dei centri sociali in possesso di armi rudimentali che hanno assaltato i cordoni di sicurezza per poter raggiungere le fazioni opposte.

Vogliono comandare senza regole e la loro impunità è data dall’appartenenza politica, a quella sinistra silente e complice che lascia campo libero ai centri sociali. Sono il braccio armato che agisce con prepotenza e violenza; fanno ciò che la sinistra vorrebbe fare e lascia alla manovalanza il compito di sporcarsi le manni. I centri sociali che, in campagna elettorale o in caso di manifestazioni importanti, si trasformano da luoghi di aggregazione in squadriglie operative pronte a compiacere i padroni andando all’attacco e alla caccia di chi la pensa diversamente da loro.

Manifestare è un diritto di tutti solo se lo si fa in modo pacifico e rispettando le regole e, soprattuto, le forze dell’ordine che tentano di mantenere l’ordine pubblico, e per questo vengono attaccati. Il solo fatto di impedire ai manifestanti dei centri sociali di avvicinarsi agli antagonisti scatena la guerriglia urbana.

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A pagarne le conseguenze della genialata di autorizzare in contemporanea manifestazioni di diverso colore politico che possono sfociare in azioni di guerriglia, sono gli agenti delle forze dell’ordine, ovvero uomini e donne che per pochi euro al mese ogni giorno rischiano la vita, anche in questo periodo elettorale per manifestazioni di piazza e cortei. Eppure l’antiterrorismo, lo scorso anno, ha monitorato circa 200 strutture autogestite e definite pericolose. A Milano CONCHETTA, CANTIERE, SOY MEDEL, MANDRAGOLA. A Torino ASKATUNA, a Palermo SPAZIO ANONALIA – EX CARCERE, a Napoli EX OPG OCCUPATO – JE SO PAZZO, giusto per citarne alcuni. Centri che hanno utenze pagate dalla collettività e si finanziano non certo seguendo le regole, organizzando feste danzanti nelle quali la SIAE non si paga o allestendo ristoranti abusivi nei quali nessuno si permette di effettuare controlli.

La politica di sinistra esaspera i toni contro la destra, consapevole di aizzare i loro cani da guardia pronti all’attacco. Nessuno si degna di dire una parola nemmeno Laura Boldrini che ha fatto dell’accoglienza e del pacifismo la sua bandiera politica, ma tace sulle violenze dei centri sociali.

La violenza in questo caso è dimostrazione del potere o paura di perderlo?

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