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Il coraggio di Federica Angeli

| 20 Febbraio 2018 | ATTUALITÀ

Ci sono giornalisti servi del potere, giornalisti che scarabocchiano e giornalisti liberi che non si tirano indietro di fronte alle intimidazioni. È il caso di Federica Angeli, giornalista de La Repubblica che non ha chinato la testa difronte alla criminalità organizzata sul litorale romano dedita al racket delle concessioni degli stabilimenti balneari e al traffico di droga e armi oltre alle estorsioni e all’usura. Una giornalista di frontiera che, con l’uso delle parole, ha denunciato l’attività criminale dei clan di Ostia: la famiglia degli Spada, dei Fasciani e dei Triassi.

Per amore della verità ha messo messo a repentaglio la sua vita come quella dei suoi familiari e vive sotto scorta dal 17 luglio 2013, a seguito delle intimidazioni subite da Armando Spada componente del clan che fa capo a Carmine Spada detto Romoletto. La Angeli è stata testimone anche di uno scontro a fuoco tra soggetti appartenenti al racket degli stabilimenti balneari. La sua inchiesta giudiziaria pose l’attenzione sui nuovi affari dei boss e si concluse con una operazione della Dia e l’arresto di 51 persone tra i quali tutti i componenti dei clan Fasciani e Triassi.

A gennaio scorso è stato azzerato il clan Spada con 32 misure di custodia cautelare per associazione di stampo mafioso. Federica Angeli ha testimoniato al processo che si è aperto contro Armando Spada per minacce e violenza nei suoi confronti. Ad accompagnare la giornalista è il direttore de La Repubblica Mario Calabresi, la federazione nazionale dei giornalisti ha lanciato un appello mediatico “MAI PIÙ SOLI” alla quale hanno aderito non solo giornalisti, ma anche semplici onesti cittadini che non hanno timore a sostenere una donna coraggiosa che non ha fatto finta di niente. Angeli non si è piegata al diktat dei clan dopo aver subito la prima minaccia ma è andata avanti fino in fondo.

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Non bisogna mai avere paura della verità quando si è dalla parte degli onesti. Di giornalisti coraggiosi, in questo paese, ne abbiamo avuti molti e sono stati lasciati soli. Non lasciamo solo chi onestamente fa il proprio lavoro, chi vive una vita blindata per amore della verità. Federica Angeli ci insegna l’onestà contrapposta all’omertà, il menefreghismo e l’oppressione psicologica di chi cede alle minacce ed accetta che un sistema criminale s’imponga alle regole della civiltà.

Siamo tutti con Federica, non lasciamola sola!

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