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Si concede l’aborto, Amen

| 18 Febbraio 2018 | ATTUALITÀ

Di questa squallida vicenda che andiamo a raccontare si sono occupati pochi giorni fa Le Iene.

San Vincenzo La Costa, provincia di Cosenza. Francesca, una fervente parrocchiana, alcuni anni fa, era già maggiorenne, rimase incinta di un prete, il prete della sua parrocchia; dal prete di cui era perdutamente innamorata, così racconta ai microfoni, non ricevette alcun appoggio anzi, subì pressioni cosiddette psicologiche che la portarono a rivolgersi all’allora vescovo di Cosenza, Salvatore Nunnari che le consigliò di abortire.

Sono passati alcuni anni e la fervente parrocchiana, oggi ex parrocchiana, ha deciso di raccontare tutto alle Iene.

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Le due inviate della trasmissione, Valeria Castellano e l’autrice Giulia Mascaro, che si armano di tutto punto e vanno a chiedere spiegazioni al prete-padre mancato, vengono per tutta risposta aggredite e malmenate dalla famiglia del sacerdote come mostra il video. Senza dubbio è vergognosa la scena dove, alle ripetute richieste di aiuto da parte di una delle inviate, che chiede soccorso proprio a don Giuseppe, ebbene dal don non arriva nessuna reazione anzi, don Giuseppe rimane impassibile. Valeria Castellano e Giulia Mascaro, hanno avuto rispettivamente 10 e 8 giorni di prognosi per le lesioni riportate.

La vicenda è di uno squallore oltre ogni dire, considerando innanzitutto come l’innamorata ragazza faceva col prete prima letto e poi confessione: in questi casi, il Codice di diritto canonico prevede la sospensione a divinis fino alla scomunica ipso facto per il sacerdote che in confessione assolve il proprio complice dal peccato contro il sesto comandamento; l’assoluzione è inoltre invalida.

Dunque, la ragazza viene sollecitata o, probabilmente, decide da sé di andare a parlare con l’allora vescovo Nunnari, oggi arcivescovo emerito. Il vescovo, racconta oggi Francesca, diceva “che io non ero altro che una sbandata, che per la nostra chiesa era un duro colpo e che cose del genere non dovevano uscire fuori”, quindi la soluzione migliore, continua la ragazza “era partire o abortire e continuare la vita così com’era”. Nel servizio segue poi lo stato d’animo affranto della ragazza eccetera eccetera, stato d’animo che francamente non ci interessa. Ci interessa piuttosto l’atteggiamento del sacerdote e del vescovo.

“Ma Nunnari che persona è?” chiede l’inviata ad un prete della zona, che in questa faccenda ha sempre difeso la ragazza. Il prete della zona che in questa faccenda ha sempre difeso la ragazza risponde senza mezzi termini: “Persona? E’ un maiale”. L’intervista in versione integrale si può visionare sul web.

A seguito del servizio mandato in onda da Le Iene, l’attuale arcivescovo di Cosenza, Francesco Nolè, ha diffuso una dichiarazione in cui non poteva che dare un colpo alla botte ed uno al cerchio, dichiarazione che di seguito riportiamo per intero:

«Esprimo la personale tristezza e il dolore della Chiesa cosentino-bisignanese e chiedo scusa per lo scandalo e il dolore arrecato alle vittime della vicenda, prima fra tutti la ragazza interessata, ma anche a quanti sono stati offesi e scossi dalla trasmissione che ha coinvolto una comunità parrocchiale, i sacerdoti e anche un vescovo che è stato duramente vilipeso da un membro del nostro presbiterio.Vescovo e presbiterio si stringono attorno al Pastore emerito per esprimergli affetto e sincera fraternità. Come vescovo resto disponibile ad incontrare la ragazza in questione se e quando lei vorrà, per un dialogo fraterno. Chiedo perdono a quanti, soprattutto ai semplici, che a causa della controtestimonianza degli uomini di Chiesa, vivono sofferenze e subiscono scandali. Invito i cristiani dell’Arcidiocesi, soprattutto in questo tempo di Quaresima, ad intensificare la preghiera per la nostra Chiesa bella, santa e peccatrice, sempre bisognosa di conversione e di purificazione. La Diocesi per quanto di competenza, è già impegnata a fare chiarezza sulla vicenda e prenderà seri e opportuni provvedimenti canonici nei confronti di quanti hanno dato pubblico scandalo.“Non ho mai assecondato o discusso pratiche abortive”, dice l’arcivescovo emerito di Cosenza, monsignor Salvatore Nunnari, in una nota del suo legale Enzo Paolini, annunciando di aver dato mandato di querelare per diffamazione, ‘con ampia facoltà di prova‘, i responsabili de ‘Le Iene’ e gli autori del servizio trasmesso nella puntata di ieri, su Italia 1, sulla vicenda raccontata da Francesca, una ragazza di una parrocchia di San Vincenzo la Costa in provincia di Cosenza che, mantenendo l’anonimato, denuncia di aver avuto anni fa una relazione con il giovane parroco della sua chiesa e di essere stata spinta ad abortire anche dopo aver parlato con l’allora vescovo.
Il servizio, nel quale le inviate de ‘Le Iene’ parlano anche con mons. Nunnari, contiene, secondo il legale dell’arcivescovo emerito ‘prospettazioni ed affermazioni che, per quanto riguarda mons. Nunnari, non sono vere e appaiono gravemente lesive della figura dell’arcivescovo emerito di Cosenza’. ‘Nessun ruolo attivo ha svolto mons. Nunnari nella vicenda in oggetto. Men che meno ha assecondato o discusso di pratiche abortive nelle circostanze oggetto del servizio. Altri elementi del servizio diffamatorio – conclude la nota del legale – saranno portati da mons. Nunnari all’attenzione di diversi organismi competenti per le valutazioni e le determinazioni del caso’.15 febbraio 2018.

Che dire? La relazione prete-parrocciana c’è stata; ed anche l’aborto. La ragazza dice quello che dice, a distanza di anni, un po’ come quelle attricette o aspiranti tali nel caso Weinstein o nel caso Brizzi. Fatto sta che, dopo la puntata delle Iene, don Giuseppe si è dimesso, perché si possa fare luce e chiarezza sulle vicende accadute, confidando nel regolare corso della giustizia e crediamo abbia fatto la scelta giusta; l’arcivescovo emerito Nunnari annucia invece una querela e crediamo si stia invece comportando da persona poco credibile.

C’è una vittima in tutta questa vicenda? No. In tutta questa vicenda non c’è nessuna vittima. Per quanto il servizio delle Iene abbia voluto far apparire la ragazza come una vittima, prima deflorata e poi abbandonata a se stessa, insomma sedotta e abbandonata, ebbene, questa ragazza vittima non è, in quanto è andata a letto con un prete con piena vertenza e deliberato consenso. E’ stata spinta ad abortire, certo, ma l’aborto lo ha deciso lei con piena vertenza e deliberato consenso.

Non è questo il punto “saliente” di questa squallida storia. Il punto “saliente” di questa squallida storia è che si assiste sempre più ad una chiesa sovente porcilaia e schifosa, dove la decenza e la morale e il vangelo sono giochini da mettere da parte con una facilità sfacciata proprio da quelle persone che ne dovrebbero essere i primi difensori nonché i garanti; e certi zelanti fedeli non sono da meno, prima e dopo i fatti. In questa squallida storia c’è tutto lo scheletro di una eventuale schifosa sceneggiatura: Il Signore sia con voi-Il corpo di Cristo amen-Io ti assolvo dai tuoi peccati. Manca un protagonista, manca perché sta sotto ai piedi di questi squallidi personaggi, dall’inizio alla fine: Gesù Cristo.

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