Parte 2 – Centro Scorpione e la scia di morte

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Mauro Rostagno, Ilaria Alpi, Nino Agostino, Emanuele Piazza, Vincenzo Li Causi e Giovanni Falcine, tutti hanno avuto a che fare con il centro Scorpione. Tutti assassinati, in apparenza, per mano della criminalità, nel caso di Alpi e Li Causi, morti in Somalia per mano di balordi del luogo; forse non è tutta colpa della criminalità. La connessione tra i servizi deviati, la mafia e logge segrete, probabilmente hanno portato a compiere tutti questi omicidi.

Mauro Rostagno, sociologo e giornalista, cercava la verità  sulla strage di Pizzolungo del 2 aprile 1985, contro il giudice Carlo Palermo, scampato all’attentato nel quale persero la vita Barbara Rizzo e i suoi figli Giuseppe e Salvatore Asta, e sulla  morte del giudice Giangiacomo Ciaccio Montalto ucciso il 25 gennaio 1983. Ciaccio Montalto e Carlo Palermo si incontrarono poco prima della morte di Montalto per scambiarsi informazioni sul  traffico di droga e delle armi provenienti dalla Turchia che girava intorno al centro Scorpione. Infatti, la pista Kinisia non era solo in uso ai servizi segreti deviati ma anche a Cosa Nostra, per gestire il trasporto in maniera sicura lontano dai radar di Birgi e Palermo. Le indagini di entrambi i giudici non furono mai portate a conclusione a causa di ingerenze da parte della politica Siciliana.

Per questa inchsta, per aver effettivamente filmato il via vai di aerei che gestivano i traffici sula pista Kinisia e le continue denunce pubbliche contro i mafiosi del luogo, Rostagno venne ucciso il 26 settembre 1988. Anche Giovanni Falcone inizio le indagini sul centro Scorpione ma, il suo superiore Giammanco lo fermò tramite i suoi referenti Siciliani. Il Giudice Falcone subì un fallito attentato all’Addaura il 21 giugno 1989 dove furono rinvenuti 58 candelotti di tritolo piazzati sulla scogliera, grazie al’intervento dei poliziotti Nino Agostino e Emanuele Piazza.

Il tritolo utilizzato nell’Addaura era lo stesso utilizzato nel 1984 per la strage ferroviaria del rapido 904 e per la strage di Pizzolungo del 1985. “Io a quel ragazzo gli devo la vita” cosi disse Falcone di fronte alla bara di Antonino Agostino e della moglie Ida Castelluccio uccisi il 5 agosto 1989; dopo quasi 29 anni non ci sono ancora i colpevoli nonostante il coraggioso riconosimento ad opera del padre Vincenzo nei confronti di Giovanni Aiello, detto faccia da mostro, ex poliziotto utilizzato per gli affari sporchi. Nel 1990 sparisce nel nulla anche l’altro poliziotto, Emanuele Piazza, utilizzato dai Servizi Segreti con l’incarico della ricerca dei latitanti.

Sia Agostino che Piazza facevano la spola tra Palermo e Trapani, probabilmente non sono stati uccisi solo per aver sventato l’attentato all’Addaura… Anche l’omicidio di Ilaria Alpi, giornalista, e di Miran Hovatin, uccisi il 20 marzo 1994, in Somalia, sono collegati con il centro Scorpione. Alpi era in Somalia per indagare sul traffico di armi e rifiuti tossici tra Bogor il signore della guerra e le istituzioni italiane attraverso gli apparati deviati provenienti dal centro Scorpione.

Stessa sorte in Somalia toccò poco prima, nel 1993, a Vincenzo Li Causi, militare e agente dei servizi segreti che per un periodo ha avuto in gestione il Centro Scorpione. Pare che proprio Li Causi fosse l’informatore di Ilaria Alpi. Una morte provvidenziale quella di Li Causi; avrebbe dovuto fare ritorno in Italia per conferire con i giudici che indagavano su Gladio e il traffico di armi e scorie con la Somalia. Tutti coloro che hanno cercato di fare luce sui traffici del Centro Scorpione  sono stati uccisi in circostanze del tutto chiare, e tutte le indagini su Stay Behind sono state archiviate e di conseguenza tutti i documenti sono spariti, come pure quelli dal computer di Falcone dopo la sua morte.

Quando i servizi segreti deviati vogliono coprire le loro operazioni illegali, sono in grado di cancellare tutte le tracce che posso condurre alla loro esistenza occulta. Fino a quando?