La minaccia, continua…

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Che effetto fa vivere con una spada di Damocle che ci penzola costantemente sulla testa? Non ve ne siete accorti, forse, ma sono anni che ne sentiamo il peso; è una presenza costante e si chiama Unione Europea. Opprime non tanto per le regole imposte e per i contributi richiesti ma per la minaccia velata che lega gli Stati partecipanti. Un effimero senso di appartenenza messo in crisi dalle elezioni, dai referendum, dalle tensioni internazionali, da uno starnuto.

Descritta come salvifica soluzione alle guerre, all’aggressione commerciale di paesi come la Cina, all’ondata di cavallette e alla deriva dei continenti, in realtà sta contribuendo a disgregare il tessuto sociale dei soci di minoranza. Perché, è bene sottolineare, non tutti gli appartenenti al consesso ne traggono gli stessi benefici e quello che si prospetta lo certifica. Stiamo parlando del rinnovato asse franco-tedesco, connubio benedetto dal neo Presidente Macron e la non più invincibile Merkel nel tentativo di rafforzare (se ce ne fosse, poi, bisogno) la loro leadership all’interno della Ue. L’Italia, grazie a scelte folli, continuerà a correre appresso a questi due, tentando di stare al passo costi quel che costi, dimenticando di essere stata competitiva (e, quindi, spina nel fianco proprio di entrambi) riducendosi a Cenerentola da sfruttare. In poche parole passiamo dallo spettro de LA CINAAAA fuori dalla Ue a la FRANCOGERMANIAAAA dentro la Ue, la spada di Damocle appunto.

Verrebbe naturale chiedersi: “se uscissimo da questa gabbia, chi ne soffrirebbe di più?” ma non c’è pericolo. Non usciremo. Anni di propaganda mirata a distruggere la nostra autostima ha raggiunto lo scopo: pur sapendo di andare a sbattere, continueremo a correre perché senza “Leuropa”non potremmo vivere. Ce lo hanno inculcato, ce lo hanno venduto come verità assoluta, ci hanno imposto l’autoflagellazione senza dimenticare di ringraziare.
Nel 2018 andremo a votare, probabilmente non cambierà nulla perché l’uscita unilaterale non è contemplata dalle maggiori forze politiche. Si attende che l’Unione deflagri da se o cambi (viene da sorridere a questa ipotesi, sconfessata negli anni). Una cosa è certa: abbiamo imboccato una strada viscida dalla quale ci salveremo solo se ritroveremo la voglia di credere che l’Italia debba essere salvata. A qualunque costo.