Rocco Morabito, di Africo (RC), classe 1966, detto ‘u tamunga’ boss della ‘ndrangheta è stato catturato oggi in Uruguay. Inserito nell’elenco dei dieci latitanti più pericolosi d’Italia insieme a Matteo Messina Denaro, Marco Di Lauro, Giovanni Motisi e Attilio Cubeddu, era ricercato dal 1994.
Deve scontare una condanna a 30 anni di carcere per associazione mafiosa e traffico di stupefacenti e accusato di altri reati in diversi procedimenti penali. Rocco Morabito risulta, formalmente, un dipendente di una società di import-export di prodotti congelati.
Ha gestito il traffico di cocaina tra il sud America e Milano dove frequentava i locali della Galleria come l’ortomercato, più volte al centro dei traffici illeciti della ‘ndrangheta. La notizia della sua cattura, è giunta tramite un tweet da parte del ministero dell’Interno uruguaiano. Morabito è stato catturato in un hotel di Montevideo, ma viveva nella località di Punta del Este.
La polizia uruguaiano e arrivata a lui dopo sei mesi di indagini. Si faceva chiamare Francesco Antonio Capeletto Souza, brasiliano con carta di identità uruguaiana. Viveva in Uruguay da circa 10 anni insieme ad una donna angolana, arrestata insieme a lui. Nella sua villa sono stati rinvenuti 12 cellulari, una pistola, 12 carte di credito ed un suo book fotografico di 150 foto e vari assegni in dollari.
Il boss sarà estradato in Italia. L’arresto di Rocco Morabito arriva dopo che, a gennaio scorso, la Dia di Reggio Calabria, ha condotto un’operazione che riguardava proprio il clan Morabito e il narcotraffico dal Sud America, nello specifico con la Colombia, gestito da Giovanni Palamara e Rocco Morabito. Il Re della Cocaina è stato catturato con modalità simili all’arresto di Tommaso Buscetta, sempre in sud America, dove gestiva il traffico di stupefacenti.
È indubbio che la ‘ndrangheta, tra le mafie, ha il monopolio sulla gestione del traffico di droga: i boss del narcotraffico sudamericano li ritengono più affidabili rispetto a camorristi e gli uomini d’onore siciliani. Morabito ha unito l’utile al dilettevole: una latitanza dorata e la gestione degli affari direttamente in loco. Chissà se, le analogie con l’arresto di Buscetta porteranno anche ad una sua collaborazione…difficile ma mai disperare.