fbpx
adv-334
<< ATTUALITÀ

Terremoto, consegna delle prime casette ad Accumoli (E intanto ad Amatrice si indaga)

| 20 Luglio 2017 | ATTUALITÀ, CRONACA

Sono state consegnate mercoledì 18 luglio le prime 71 casette Sae (Soluzioni abitative di emergenza), con consegna delle chiavi giorno 19, destinate alle famiglie sfollate di Accumoli, la località laziale devastata dal sisma dell’anno scorso. Sono arrivate dopo undici mesi dal grande disastro, in ritardo rispetto alle previsioni fatte a loro tempo, che parlavano di massimo sei mesi. Entro il 30 luglio, comunque, fa sapere la Regione Lazio, saranno consegnate quasi tutte le Sae.

Si tratta ovviamente di soluzioni provvisorie, essendo gli alloggi delle misure temporanee in attesa della ricostruzione del paese, ammesso che una ricostruzione ci sarà, dato che Accumoli come Amatrice come Arquata sono state rase al suolo e gli abitanti superstiti “dispersi” tra gli alberghi delle marine e i ricoveri di fortuna presso parenti e amici; poi c’è stato chi è ritornato, dopo lo sfollamento forzato, a riutilizzare il riutilizzabile; e ci sono stati quelli che invece sono sempre rimasti, a cercar di continuare l’esistenza nell’unico posto dove questa poteva continuare: in macchina. Uno smembramento di intere comunità che fa male quanto le case crollate e sconquassate, perché è questo che non bisogna mai dimenticare: il sisma devasta e lacera su tutti i fronti, ad ogni livello; ha un campo d’azione davvero vasto; nella sua voracità ammazza persone innocenti, rovescia case, rade al suolo le città, e a tutti quelli che non è riuscito a dilaniare sotto le macerie, toglie loro la quotidianità, la vita come la viviamo ogni giorno, e che all’improvviso non c’è più, non esiste più.

Quanto alle indagini nell’inchiesta su alcuni crolli di Amatrice, sono per ora cinque le persone indagate per il crollo delle case popolari di Piazza Sagnotti, che costò la vita ad una ventina di persone la notte del 24 agosto, case popolari che, a detta del sostituto procuratore di Rieti Maruotti, sarebbero crollate con qualsiasi sisma, dati i materiali scadenti e le modalità tecniche con cui vennero costruite, palazzine che in base ai difetti strutturali e alle irregolarità (non erano nemmeno conformi alle normative antisismiche) erano già da considerarsi abusive all’epoca della loro costruzione, negli anni ’70.

adv-931

E ride l’imprenditore Vito Giuseppe Giustino di Altamura (Ba), ai domiciliari, come emerge dalle intercettazioni nell’inchiesta della procura dell’Aquila su presunte mazzette riguardo la ricostruzione; ride al telefono col geometra Santoro, anche lui ai domiciliari, pregustando gli introiti che il sisma apporterà alla sua impresa.

Intanto, con un avviso del 18 luglio, il Comune di Amatrice rende noto che inizierà la  distribuzione delle chiavi delle Sae e che queste saranno preliminarmente assegnate ai richiedenti che dimoravano stabilmente in frazione Torrita.

Una ricostruzione che sarà ardua e certamente lunga, ma vogliamo credere e sperare nella giustizia e nel buon senso, magari nel miracolo di una macchina burocratica finalmente efficiente che ricomponga fin dove è possibile esistenze e storie di vita spezzate e lacerate, ridonando insieme agli edifici, ai ponti, alle strade, alle chiese e alle scuole dignità e speranza a tutte quelle persone che un brutto destino ha impietosamente e profondamente ferito. Questo è l’augurio di noi tutti.

TAG: Accumoli, Amatrice, terremoto
adv-298
Articoli Correlati