lunedì, Settembre 28, 2020
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GRAFFI-TI Tafazzisti, adesso basta!

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Questo non è un “graffio” ma un grido di sdegno verso quella ignobile pratica tutta italiana di autoschifarsi.
Lo chiamiamo auto razzismo perché tafazzismo è troppo naïf ma niente è più deleterio di un popolo che non riconosce il proprio valore e presta il fianco a chi vuole farne scempio.
Come la goccia che cade sulla pietra, ci hanno piano piano inculcato la convinzione di non essere meritevoli di nessuna lode.

Corrotti, razzisti, incapaci, perditempo, imbecilli che necessitano di badanti straniere per tirare a campare. Pronti, ci abbiamo creduto e continuiamo a farlo senza la minima indignazione. A nulla valgono le prove che tutto quello di cui ci accusano è una volgare menzogna: siamo corrotti tanto quanto altre nazioni; siamo pronti all’accoglienza nei limiti della sopportabilità ed anche oltre; abbiamo cervelli che il mondo ci invidia e che facciamo scappare perché non sappiamo dargli lustro.
Ma basta il primo Travaglio di turno che si gira e ci sputa addosso per dirgli: hai ragione, fallo ancora.

Vi rendete conto di quanto sia pericoloso questo atteggiamento? Come chiedere credibilità internazionale se siamo i primi detrattori di noi stessi?
Ci infastidisce (a parole) l’ingerenza straniera nelle nostre decisioni ma accettiamo che siano altri ad imporre le politiche che dovrebbero farci risalire la china. Altri che essendo nostri competitor, non diranno mai nulla a loro discapito.
È paradossale vedere i fustigatori italici sbavare davanti al sogno americano o al modello tedesco, ignari che la grandezza di queste nazioni è proprio data dall’orgoglio. Nazionale.

Avete mai sentito un britannico, un francese, un tedesco, un americano dare della merda al propio popolo? Non vi capiterà, statene certi. L’italiano, al contrario, si batte il petto da anni, rinnegando la patria (sia mai lo taccino di fascismo!) convinto di meritare qualunque sopruso in nome dell’immotivato complesso di inferiorità che lo opprime.
Questo immenso “schiaffo del soldato” ci sta rincitrullendo tutti, portandoci al suicidio; la convinzione di essere sbagliati quieta il dissenso o, peggio, annichilisce. Persino il voto viene abbandonato con la scusa del “tanto ormai…”

Bene, non ci sto! Non accetto lezioncine morali “pro domo sua” da chi ci vorrebbe genuflessi. Non accetto più di leggere commenti disgustosi di giornalisti prezzolati che, comunque, mangiano grazie ai loro “schifosi” concittadini. Non voglio vedere la mia Italia cadere sotto un’eventuale troika perché ci hanno convinti che da soli siamo incapaci di riprenderci. Non voglio vedere il mio popolo abbassare la testa sempre e immotivatamente. Non voglio vedere partiti politici prosperare sull’inganno del “castacriccacorruzione”, tanto meno crescere quelli che con lo Stato ladro fanno i comodi delle élite del capitale. Un popolo che perde la propria identità ed il proprio orgoglio, diventa schiavo. Sono “orgogliosamente italiana”, permettetemi di rimanerlo!

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