Bilderberg: silenzi inquietanti

Il meeting del gotha della finanza, dell'imprenditoria, della politica e del giornalismo mondiale.

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Bilderberg virginia

Come ogni anno, senza fare tanta pubblicità, avviene il meeting del gruppo Bilderberg, 130 i partecipanti, dove il gotha della finanza, dell’imprenditoria, della politica e del giornalismo si riuniscono in lussuosi alberghi rigorosamente a porte chiuse.

Quest’anno è in corso, dal 1 al 4 giugno, a Chantilly in Virginia e le uniche informazioni pubblicamente disponibili di quest’incontro sono la lista degli invitati e gli argomenti di dibattito. Non viene fornito nessun dettaglio circa quanto viene discusso, ne le eventuali decisioni prese. Quest’anno l’agenda prevede di affrontare il tema della presidenza Trump, in rappresentanza del quale sarà presente il consigliere per la Sicurezza nazionale McMaster. Sarà discusso inoltre il tema della proliferazione nucleare, dell’Unione Europea e delle relazioni transatlantiche. Come ogni anno i contestatori del gruppo Bilderberg evidenziano come non ci siano garanzie sui temi affrontati, visto che le riunioni avvengono a porte chiuse e nel più stretto riserbo, con i partecipanti che si astengono dal rilasciare informazioni sui contenuti del meeting.

Ma vediamo chi sono gli italiani che partecipano. Quest’anno la squadra è composta da sei persone, una in più rispetto alle ultime riunioni precedenti. La giornalista di La7 Lilli Gruber e il presidente del gruppo FCA John Elkann, entrambi già presenti alle riunioni degli ultimi anni. Le new entry invece sono il giornalista Maurizio Molinari, direttore del quotidiano La Stampa di Torino, e Beppe Severgnini del Corriere della Sera, inoltre la fisica Fabiola Giannotti, direttrice del Cern e il segretario di Stato ed esponente del Partito Democratico Sandro Gozi.

Tra le personalità internazionali presenti al meeting spiccano Henry Kissinger, ex segretario di stato degli USA durante le presidenze di Richard Nixon e di Gerald Ford e storico partecipante al Bilderberg. La direttrice del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) Christine Lagarde, l’amministratore delegato della compagnia aerea Ryanair Michael O’Leary, il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg e David Cohen , ex vicedirettore della Cia, José Manuel Barroso ex presidente della Commissione UE ora in Goldman Sachs.

Una domanda sorge spontanea, come è possibile nell’era del digitale non disporre del materiale prodotto in queste riunioni ? Oltretutto i temi discussi sono di importanza mondiale e il fatto che vengano affrontati in segreto da origine a polemiche riguardo l’uso delle conclusioni e che risvolti abbiano. Inoltre i politici o chi ricopre un ruolo pubblico a che titolo intervengono ? Se fosse pubblico è vietato dalla Costituzione e, negli anni scorsi, l’avvocato Alfonso Luigi Marra aveva presentato denuncia sostenendo che la natura segreta dell’incontro tra eminenti personalità violasse la Legge Anselmi, che proibisce le associazioni segrete. E sopratutto i giornalisti che intervengono a che titolo lo fanno se poi non possono fare informazione su ciò che viene discusso ? Il fatto che non esca nemmeno un’indiscrezione pone la domanda su quali punizioni subirebbero se non rispettassero il dictat. Neanche la mafia riesce a tenere tanta segretezza.

L’organizzazione delle comunità umane è piramidale e l’impressione è che si sia costituita una “cupola” di chi detiene i poteri economici, politici, dell’informazione e della grande imprenditoria per avere una regia in merito e dettare l’agenda.
Pochi o nessun dettaglio del contenuto delle conversazioni emergerà anche quest’anno, ma una cosa si può intuire: nessun nome arriva dalla Russia, a indicare, forse, l’area politica in cui si innesta questo club dei potenti. Tutto questo avviene tranquillamente sotto i nostri occhi e pare impossibile che non si riesca a scalfire questa coltre di segretezza e silenzi, atteggiamento tipico delle dittature. In fin e dei conti stanno solo decidendo la sorte del mondo per come lo conosciamo.